alessandro farina

Del giovanissimo Alessandro, a sua madre, era rimasto ben poco: ormai aveva solo più le foto di quel figlio morto a 13 anni per diabete mellito di tipo 1. Tiziana Morra, però, ora deve affrontare un nuovo dolore: le foto di quel figlio tanto amato erano contenute nel cellulare, che ha perso. Ora la donna si affida a Facebook per fare un appello e chiedere aiuto affinché le foto vengano recuperate.

Morto per una crisi di diabete

Alessandro era morto il 27 dicembre 2017, prima di potersi effettivamente affacciare alla vita: i suoi genitori lo avevano perso a soli 13 anni di una malattia spietata. La comunità di Pellezzano, in cui il ragazzo viveva, si è stratta intorno alla famiglia e al dolore che provavano, dedicando premi e occasioni alla memoria del ragazzo e mostrando una certa sensibilizzazione alla malattia.

Qualche giorno fa, però, l’appello tragico della donna: “Gentilmente se qualcuno trova un Samsung A5 , colore nero , smarrito oggi pomeriggio, località Croce , mi contatti… Non per una questione di valore economico , ma ci sono le foto di mio figlio che non c’e più. Dietro alla cover c’è questa foto .. se potete condividete . Grazie”.



Tiziana Morra ha subito ricevuto la solidarietà della comunità e di molti utenti su Facebook, che hanno condiviso l’appello di questa giovane madre. 

L’appello del Sindaco di Pellezzano

È peraltro proprio di qualche giorno fa l’appello che Francesco Morra, Sindaco di Pellezzano, ha fatto un appello per sensibilizzare la comunità nei confronti della malattia: “Alessandro nei giorni in cui si doveva festeggiare il Natale, ebbe un esordio di diabete giovanile: il 23 dicembre, al Pronto Soccorso, non fu diagnosticato e il 27 dicembre la situazione di Alessandro peggiorò. È perciò importante organizzare nelle scuole campagne di sensibilizzazione per imparare a riconoscere i sintomi con cui si manifesta il diabete giovanile di Tipo 1 con il quale si può tuttavia convivere”.

Sette indagati per la morte di Alessandro

Il caso di Alessandro è piuttosto noto a livello di cronaca: All’inizio del 2019 sono stati  7 i medici indagati per omicidio colposo e lesioni personali colpose per la sua morte. Alessandro era infatti morto per una grave crisi di chetoacidosi diabetica, che secondo la procura di Salerno avrebbe potuto essere diagnosticata e forse, se riconosciuta in tempo, avrebbe potuto salvare il 13enne.  Secondo la perizia della procura, infatti, “i medici curanti del piccolo e chi ha avuto contatto con Alessandro, hanno ignorato i sintomi del diabete. Un banale esame delle urine ed un esame ematologico per la valutazione della glicemia avrebbero certamente evitato la grave Dka (chetoacidosi diabetica, ndr) e, molto probabilmente, la morte del paziente”.