paolo palumbo

Il sogno di curarsi ha preso le sembianze di un incubo per Paolo Palumbo, 21enne di Oristano che detiene un doloroso primato, quello di essere il più giovane malato di Sla d’Europa. Circa un mese fa, per lui si era aperta una speranza a Israele: quella di potersi curare in un centro specializzato che adotta la terapia sperimentale Brainstorm, purtroppo, però ha scoperto di essere stato vittima di un imbroglio.

Paolo Palumbo truffato da un fake

La famiglia di Paolo Palumbo ha scoperto che dietro alla scambio di email con il neurologo dell’Hadassah Medical Center di Gerusalemme, Dimitrios Karussis, c’era un’altra persona.

A far da tramite tra la famiglia del giovane e il neurologo di Gerusalemme era il dottor di Cagliari Vincenzo Mascia che ha dovuto constatare di aver interagito con uno sconosciuto che si è preso gioco del 21enne, calpestando le sue speranze.

Proprio il dottor Dimitrios Karussis ha smentito di essere stato lui il mittente dell’email di conferma che inseriva il 21enne nel protocollo Brainstorm. Intercettato da La Nuova Sardegna il dottore ha infatti dichiarato: “L’intera storia è completamente falsa, con citazioni immaginarie e la posta che appare come mia proviene da un indirizzo falso che non ha assolutamente alcun rapporto con me.

Adesso voglio una rettifica, chiarimenti e scuse da parte di tutti coloro che sono coinvolti in questa storia“.

I familiari di Paolo Palumbo procedono per vie legali

I familiari di Paolo Palumbo hanno quindi presentato una querela contro ignoti alla Polizia Postale di Oristano, il 31 maggio. Il 21enne ha espresso tutta la sua rabbia per essere stato vittima di chi, senza scrupoli, ha approfittato del suo desiderio di guarire: “Mi sono ritrovato vittima di qualcuno che si è preso gioco di me, delle mie condizioni e di tutte le persone che nutrivano una speranza in questa storia.

Sono completamente estraneo alla criminosa realtà dei fatti e vorrei dire a chi sta dietro a tutto ciò: hai trasformato il sogno di un ragazzo innocente che sta morendo, nel peggior incubo immaginabile e pagherai per quello che hai fatto. La mia unica colpa? Forse quella di voler guarire“.

Nonostante la rabbia e la frustrazione per l’accaduto, Paolo Palumbo non si ferma.

A Il Fatto Quotidiano, il 21enne ha spiegato che dopo aver saputo di essere stato truffato si è messo in contatto “con il personale reale della casa farmaceutica che produce il farmaco, che è stata dettagliatamente informata dei fatti“. La raccolta fondi avviata per far approdare Paolo Palumbo a Gerusalemme e permettergli di sostenere le spese delle onerose cure non è stata sospesa, anche se la famiglia ha dichiarato che se il giovane non dovesse essere ammesso alla cura sperimentale verrà restituito ai donatori quanto raccolto.