Marianna Greco

Marianna Greco aveva 37 anni quando è stata trovata morta nel letto matrimoniale nella sua casa a Novoli, il 30 novembre del 2016. Era deceduta per quattro coltellate alla gola. La Procura di Lecce l’aveva archiviato come suicidio. Adesso, a distanza di tre anni, è stato riaperto il caso e una nuova autopsia è stata effettuata sul corpo della donna. I primi risultati, però, non confermerebbero la tesi sostenuta dai legali della famiglia Greco.

La famiglia non ha mai creduto alla tesi del suicidio

La morte di Marianna Greco aveva colpito tutta la sua famiglia. E a traumatizzare ancora di più i famigliari la tesi del suicidio. La donna si sarebbe tolta la vita con quattro coltellate alla gola. Non c’hanno mai creduto il padre, la madre e, soprattutto, Giovanna Greco, la sorella gemella della donna, che da quel giorno in poi ha lottato strenuamente affinché emergesse la verità. In un’intervista al TGR Puglia, la sorella ha detto: “È inspiegabile per una donna compiere un gesto così cruento e così efferato. L’istinto di sopravvivenza della persona esclude l’utilizzazione di quel tipo di mezzo“. Ancora di più se si pensa a che carattere aveva Marianna: “Anche in una personalità come quella di mia sorella che era solare, piena di progetti, voleva un figlio, voleva realizzare tanti progetti, fare un master, comprare un auto, è incompatibile con la personalità che aveva“, ha spiegato la gemella. 

La casa di Marianna Greco a Novoli, dove è stato ritrovato il corpo della donna. Immagine: TGR Puglia
La casa di Marianna Greco a Novoli, dove è stato ritrovato il corpo della donna. Immagine: TGR Puglia

Il particolare e quella email inviata all’amico

Giovanna Greco ha parlato ai microfoni del TGR anche di un particolare agghiacciante che notò nella camera mortuaria: “[Marianna] Aveva le dita delle mani tagliate, le mani erano lavate completamente, perché lei era vestita, abbiamo notato io, mia madre e chi era presente, che tutti i polpastrelli delle mani erano sfaldati, tagliati, questo elemento ci ha molto turbati“. Sembrava come se si fosse difesa. E a far sorgere ancora più dubbi le informazioni raccolte dal cellulare della donna e una email inviata a un amico. Come riporta Fanpage, Marianna Greco aveva scoperto che il marito la tradiva, motivo per il quale il rapporto di coppia si stava rovinando. Inoltre, aveva mandato un messaggio, tramite email, all’amico Tony: “Se mi succede qualcosa di spiacevole, ti do da ora l’autorizzazione a pubblicare su giornali o in un libro la mia storia“. Le parole della vittima risalgono al 27 gennaio 2013, quindi già tre anni prima della sua morte, la 37enne aveva presagito che le sarebbe successo qualcosa.

Marianna Greco e la sorella gemella, Giovanna. Immagine: Giovanna Greco/Facebook
Marianna Greco e la sorella gemella, Giovanna. Immagine: Giovanna Greco/Facebook

La riesumazione e la nuova autopsia

Tutte queste prove raccolte negli anni sono entrate nel fascicolo delle memorie difensive degli avvocati della famiglia Greco, Francesca Conte e Francesco Tobia. Grazie ai documenti presentati dai legali il caso è stato riaperto. Il corpo di Marianna è stato riesumato e ieri il medico legale ha effettuato una seconda autopsia. Si dovrà attendere qualche settimana per i risultati definitivi degli esami istologici disposti al termine dell’autopsia. Dai primi esiti, però, non risulterebbero lividi e ferite né sulle mani né sul viso della donna. Elementi ritenuti centrali per gli avvocati, i quali sostengono che ci sia stata una colluttazione e Marianna abbia provato a difendersi. Intanto è stato iscritto nel registro degli indagati l’allora marito, Emanuele Montinaro. L’accusa nei suoi confronti è passata dal reato di istigazione al suicidio a omicidio volontario. L’uomo si è sempre detto innocente, respingendo ogni addebito.