asteroide

Si pensa subito ai film in cui gli eroi devono deviare l’asteroide in rotta con la Terra e salvare l’umanità. Gli esperti avvertono che questo scenario in realtà è più probabile di quanto si pensi. A dirlo è l’amministratore della NASA, Jim Bridenstine, che spiega come le volte in cui un asteroide colpisce la Terra siano abbastanza frequenti. Non tutti portano all’estinzione fortunatamente, molti si frantumano a contatto con l’atmosfera, creando comunque ingenti danni. Intanto sulla “risk list” dell’ESA, in cui sono annoverati gli oggetti che hanno probabilità di impattare con il nostro pianeta, compare 2006QV89, che sfiorerà la Terra a settembre e che ha una probabilità su 7mila di colpirla.

Un asteroide di 50 metri sfiorerà la Terra a settembre

Il suo nome è 2006QV89, ha un diametro di circa 50 metri e si trova nella “risk list” dell’ESA, anche se non in quella prioritaria. Gli esperti lo tengono d’occhio perché l’oggetto celeste passerà molto vicino alla Terra e c’è una possibilità su 7mila che la colpisca. L’evento dovrebbe avvenire il 26 settembre 2019, quando transiterà a 6 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Se vi sembra una distanza di sicurezza sufficiente è perché probabilmente non avete ancora letto dell’appello dell’amministratore della NASA, che spiega come la difesa planetaria sia uno step necessario per mettere in sicurezza la Terra da un pericolo reale.

Un frammento del meteorite di Chelyabinsk. Foto: Qingzhu Yin, Univ. California-Davis
Un frammento del meteorite di Chelyabinsk. Foto: Qingzhu Yin, Univ. California-Davis

Le persone devono capire che questa non è Hollywood

Jim Bridenstine avverte che i rischi ci sono e non si tratta di fantascienza: “Dobbiamo essere sicuri che le persone capiscano che non c’entra Hollywood, non si tratta di film” ha dichiarato il capo della NASA durante la Conferenza sulla Difesa Planetaria tenutasi ad aprile all’Accademia Internazionale di Aeronautica. Parole che dette da lui bastano a far allarmare un po’ tutti: in gioco c’è la sopravvivenza dell’unico pianeta che conosciamo in grado di ospitare la vita, ha continuato.


Il politico, nominato da Donald Trump alla guida dell’ente spaziale americano ha spiegato che circa ogni 60 anni questi oggetti celesti colpiscono la Terra, ricordando l’incidente di Chelyabinsk, nel 2013, quando un meteorite di 15 metri di diametro si è disintegrato dopo l’impatto con l’atmosfera nella città russa, liberando nell’esplosione 440 chilotoni di energia. Bridenstine spiega che dovremmo aumentare le difese planetarie e raccogliere un ingente quantità di dati per evitare il peggio. Il passaggio di asteroidi vicino alla Terra è il modo migliore per studiare questi corpi e capire come eventualmente evitare che distruggano il pianeta. È chiaro che non possiamo sempre sperare che Bruce Willis intervenga a salvare la situazione, come accade nel celebre film sull’argomento Armageddon, quindi meglio confidare nella scienza e sperare che nel frattempo non ci piova in testa una roccia spaziale.