marco vannini

La tragica storia della morte di Marco Vannini ha sconvolto l’Italia intera. Il 18 maggio 2015, il giovane di 20 anni morì a causa di un colpo di pistola esploso dalla pistola del padre della sua fidanzata Martina, Antonio Ciontoli, condannato a 5 anni in appello per averlo colpito. Una storia inquietante che non è ancora chiusa e su cui continuano a emergere inquietanti retroscena e testimonianze che gettano ombre su tutta la famiglia Ciontoli: dal ritardo nel chiamare i soccorsi a quello che successe subito dopo che quella maledetta pallottola colpì il 20enne, a casa della sua fidanzata. Ora, i genitori di Marco Vannini hanno voluto ammonire un regista di Ostia, impegnato a fare i casting per girare un film sulla tragica morte del 20enne, per avvisarlo che procederanno per vie legali se dovesse finalizzare il suo progetto.

Un film su Marco Vannini non autorizzato

La storia di Marco Vannini ha segnato profondamente molte persone. Una morte tragica che un regista di Ostia vorrebbe romanzare e trasporre in una pellicola. Sulla sua pagina Facebook, è infatti presente un annuncio in cui il regista invita le persone interessate a recitarvi a mandare un email all’indirizzo della casa di produzione del suo film.

Inequivocabile è il riferimento alla storia di Marco, perché il regista scrive che il film sarà su “una storia vera” e verrà girato – oltre che a Ostia – tra Cerveteri, dove viveva il ragazzo, e Ladispoli, dove si trova la villetta dei Ciontoli in cui gli ha sparato, accidentalmente, il padre della sua ragazza.

Un’intervista rilasciata dal regista a Canale 10 e non raggiungibile, forse perché il link è stato messo offline, è stata condivisa dallo stesso regista sulla sua pagina e riporta il titolo Un film su Marco Vannini: lo sta girando un regista di Ostia. La notizia non è stata accolta favorevolmente dai genitori del ragazzo, Marina Conte e Valerio Vannini, che hanno espresso assoluta contrarietà al progetto minacciando di procedere per vie legali.

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L’immagine dell’annuncio dei casting su Facebook

Le parole dei genitori di Marco

I genitori di Marco Vannini non autorizzano alcun film sul loro figlio ed esprimono profondo dissenso rispetto al progetto del regista di Ostia, a chiare lettere. Marina Conte e Valerio Vannini hanno scritto: “Siamo stati informati che una emittente sta trasmettendo servizi (o spot pubblicitari, non sappiamo definirli), che abbiamo visionato, relativi all’uscita di un film su Marco Vannini. Nel corso del servizio (o spot pubblicitario) viene annunciata l’uscita ‘in estate’ di un film dal titolo ‘Perché mi hai lasciato morire’ che sarebbe stato girato ‘su Marco Vannini’ dal un regista di Ostia. Quest’ultimo, intervistato, conferma la circostanza e, tra varie banalità, afferma che è in procinto di rivelare la verità ‘vera’, annunciando ‘retroscene un po’ particolari’. Diffidiamo la diffusione di questo o simili filmati, stante il nostro fermo diniego a siffatto utilizzo dell’immagine di nostro figlio e, in genere, della tragica vicenda“.

I genitori del 20enne avevano già redarguito il regista: “Circa due mesi fa avevamo avuto notizia che il regista stava girando un film sull’argomento e che stava chiedendo denaro a vari commercianti della zona. Lo abbiamo contattato e lo stesso ha dichiarato che si stava occupando di cronaca e che era alla ricerca di ‘sponsor’. Vogliamo, per l’ennesima volta, precisare che non abbiamo mai chiesto denaro né autorizzato nessuno a farlo: se qualcuno, per un motivo o l’altro chiedesse denaro con riferimento alla tragica vicenda di nostro figlio, lo farebbe a nostra insaputa e contro le nostre intenzioni, avendo sempre manifestato la nostra contrarietà a siffatte deprecabili iniziative. Invitiamo tutti a respingere fermamente richieste del genere e ad avvisarci“.

Marina Conte e Valerio Vannini si riservano di procedere per vie legali, avendo già negato l’autorizzazione al progetto: “In ordine alla rappresentazione cinematografica che il regista vorrebbe realizzare, lo abbiamo ripetutamente diffidato a farlo e negato l’autorizzazione, ma lui nonostante ciò ha voluto proseguire il suo lavoro. Con la presente ribadiamo il diniego, riservandoci ogni opportuna azione e tutela in via giudiziaria“.