Sara Del Mastro

Per la prima volta, a distanza di un mese esatto, parlano i famigliari di Sara Del Mastro, la donna di Legnano che la sera del 7 maggio ha sfregiato con l’acido il suo ex fidanzato. Sono parole dure, che condannano fermamente il gesto della figlia.

I genitori di Sara amareggiati

Sono due brave persone i Del Mastro, il padre è un operaio 65enne, la madre un’impiegata 60enne. Sono amareggiati, delusi dal comportamento della figlia che condannano, e sono arrabbiati perché adesso tutto il paese li ha additati come dei mostri. Vogliono dimostrare a tutti, con parole di biasimo affidate al Corriere della Sera, di non esserlo: “[Sara] Ha fatto del male a un’altra persona.

L’ha fatto da madre, e in ogni suo comportamento una madre deve pensare non a se stessa ma ai figli, deve pensare a quali saranno le conseguenze. Che paghi fino all’ultimo giorno la sua colpa. Fino all’ultimo minuto“. Con delle domande rivolte alla comunità hanno detto: “Non abbiamo chiesto sconti e non lo faremo. Capito? Non abbiamo invocato i domiciliari e non l’abbiamo mai nemmeno ipotizzato. Intesi?“.

Sara Del Mastro. Immagine: Sara Del Mastro/Facebook
Sara Del Mastro. Immagine: Sara Del Mastro/Facebook

La preoccupazione per la nipotina

Ma i pensieri dei signori Del Mastro sono rivolti adesso soprattutto alla nipotina di 8 anni, la figlia di Sara.

Per adesso, la piccola è stata affidata, dal Tribunale dei minori, ai nonni, i quali hanno detto: “Siamo concentrati a non commettere il minimo errore. La piccola è seguita anche da uno psicologo, è circondata dal massimo amore“. Sono molto preoccupati per come crescerà la bambina: “Dobbiamo ricostruire dei pezzi, degli enormi pezzi, dobbiamo saper vedere e ascoltare. Basterà? È un tema molto delicato“. Ma non dipende solo da loro: “Non dipende unicamente da noi, ci saranno le valutazioni di assistenti sociali e giudici“. Il motivo del terribile agguato ai danni di Giuseppe Morgante, per gli zii di Sara deriverebbe dall’odio della donna nei confronti degli uomini.

Un sentimento profondamente radicato in lei, probabilmente, da quando il padre della sua bambina l’ha abbandonata.

Carcere di San Vittore dove è detenuta la 38enne. Immagine: Google Maps
Carcere di San Vittore dove è detenuta la 38enne. Immagine: Google Maps

I fratelli di Giuseppe

Mentre la 38enne che ha aggredito il suo ex con l’acido rimane nel carcere di San Vittore, Giuseppe Morgante, la vittima, ha subito già una delicata operazione e molte altre ne seguiranno. Ha ancora il volto sfregiato e l’occhio danneggiato. La storia tra i due era iniziata su un sito di incontri online ed era durata appena 40 giorni; ma Sara Del Mastro non voleva arrendersi all’evidenza: la relazione era finita. La donna minacciava il suo ex, gli telefonava in continuazione, lo pedinava. Per questo, il 19 aprile Morgante l’ha denunciata per stalking ai carabinieri di Legnano. Sara, dunque, aveva iniziato un percorso seguita da uno psicologico, troppo tardi però. I fratelli di Giuseppe hanno detto al Corriere: “Non chiediamo altro che giustizia, che lo Stato applichi le leggi adatte, perché siamo convinti si sia trattato di tentato omicidio“. Per Filippo, fratello gemello della vittima, e Vincenza Morgante, Sara “Poteva ucciderlo, non voleva soltanto fargli del male. Non è rimasta seduta in auto, è proprio scesa per rincorrerlo“. Il gemello, per sottolineare la pericolosità della donna, ha raccontato anche di un altro episodio: “Una sera, quando gli aveva tagliato le gomme dell’auto si era ritrovata di fronte a me e, scambiandomi per mio fratello, minacciò di ammazzarmi con il coltello che stringeva con la mano“.