fabrizio corona primo piano

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura di Milano in merito all’affidamento terapeutico concesso a Fabrizio Corona per la disintossicazione. Il Tribunale di sorveglianza del capoluogo meneghino deve ora pronunciarsi nuovamente sulla sentenza con cui ha concesso la misura alternativa all’ex re dei paparazzi lo scorso novembre. Al momento Fabrizio Corona è tornato nel carcere di San Vittore.

Disposta una nuova pronuncia del Tribunale di sorveglianza

La Cassazione accoglie il ricorso della Procura di Milano con cui si contesta la decisione del Tribunale di sorveglianza che ha prima stabilito e poi ritirato l’affidamento terapeutico a Fabrizio Corona. Per i magistrati, l’ex paparazzo avrebbe “palesemente e reiteratamente violato le disposizioni della misura alternativa“, come dimostrerebbero le ospitate televisive e la mancata “adesione al programma di trattamento“.

La sentenza contro cui c’è stato il ricorso è del novembre 2018, con cui il Tribunale confermava l’affidamento terapeutico nonostante il ricorso della Procura arrivato dopo la decisione di scarcerare l’ex paparazzo.

Corona si trova già in carcere

La sentenza arriva nonostante il Tribunale di sorveglianza di Milano lo scorso aprile abbia annullato l’affidamento terapeutico a causa delle numerose violazioni commesse da Fabrizio Corona, il quale secondo la sentenza dovrebbe scontare in carcere anche i mesi di disintossicazione trascorsi fuori da San Vittore.

La Cassazione non ha riscontrato carenza di interesse nel ricorso della Procura, anche se la revoca della misura alternativa sia già attuata.

Fabrizio Corona è stato condannato per lo scandalo “Vallettopoli” e, dopo la scarcerazione e l’affidamento alla comunità di don Mazzi, è tornato dietro le sbarre. Il magistrato di sorveglianza Simone Luerti gli aveva già imposto di non lasciare la Lombardia a causa delle violazioni commesse, tra cui, come riferisce la Procura, la gita nel “boschetto della droga” di Rogoredo per la trasmissione di Massimo Giletti, per cui Corona avrebbe fatto finta di voler acquistare droga.