ilaria cucchi

Se non ci fosse stata quella frattura a livello sacrale, il destino di Stefano Cucchi sarebbe stato un altro. Quindi, per logica, se nessuno lo avesse picchiato, se nessuno lo avesse fatto cadere facendo sì che di fatto si procurasse quella frattura, forse Stefano oggi sarebbe vivo. È quanto sostengono i periti che scrissero nel 2016 una perizia medica oggi ripresa durante l’udienza del processo Cucchi-bis.

La perizia del 2016

Al tempo, la perizia di cui oggi si è parlato al processo era stata molto discussa: in un primo tempo si diffuse infatti la notizia, poi smentita, che l’analisi dei medici stabiliva che Cucchi era morto per epilessia. Oggi i periti ribadiscono di non aver mai portato avanti quest’ipotesi, pur spiegando che sulle cause della morte di Stefano Cucchi per ora si possono fare ipotesi e nulla di più: “Non abbiamo certezze, parliamo sempre e comunque di ipotesi”, spiegano oggi in aula, chiarendo come la linea temporale porti a far capire che ci sono dei punti da chiarire, e che forse non si chiariranno mai: “C’è un vuoto tra la notte del 21 ottobre e il 22 ottobre 2009. Il secondo momento è quello in cui al Pertini si sono accorti che Cucchi era morto; ma non sappiamo cosa sia accaduto in quelle ore”.

Il ruolo della frattura vertebrale

Quello che però è chiaro è che se non ci fosse stata frattura della vertebra sacrale, non ci sarebbe stata ospedalizzazione e di conseguenza sarebbero mancate altre conseguenze: “Se non ci fosse stata la lesione S4 il soggetto non sarebbe stato ospedalizzato. Cucchi era immobile nel letto e non riusciva più a muoversi per la frattura. Se non fosse stato in questa condizione, non avrebbe avuto una vescica atonica, ma avrebbe avuto probabilmente lo stimolo alla diuresi. Dunque se non avesse avuto la frattura, Cucchi non sarebbe stato ospedalizzato e probabilmente la morte non sarebbe occorsa o sarebbe sopraggiunta in un altro momento”. Non ci sarebbe dunque una causa scatenante, ma una sequenza di eventi fatali che avrebbero portato alla morte di Cucchi.

Soddisfazione da parte di Ilaria Cucchi, che dopo l’udienza ha ribadito: “Ci sono voluti dieci anni, sono invecchiata in queste aule di tribunale e finalmente oggi per la prima volta sento un perito affermare che se Stefano non fosse stato vittima di quel pestaggio che gli ha causato quelle lesioni, non sarebbe mai finito in ospedale e quindi non sarebbe mai morto”.