Amanda Knox al Festival della giustizia penale di Modena

Aveva suscitato molte polemiche la notizia della partecipazione di Amanda Knox al Festival della giustizia penale di Modena. Il suo intervento, tenutosi oggi, è stato commovente e molto sofferto.

Quando si è innamorata dell’Italia

La ragazza di Seattle ha fornito la sua testimonianza, aprendo il discorso con dei ringraziamenti a chi l’ha introdotta. Si è detta onorata di aver preso parte all’evento. “Questo è il mio terzo soggiorno in Italia. Il primo è stato quando avevo 14 anni. Con la mia estesa famiglia ci siamo stretti in un mini van e abbiamo visitato il Colosseo, le rovine di Pompei, abbiamo mangiato lumache sulla Costiera Amalfitana.

Là mi sono innamorata dell’Italia“.

La testimonianza tra le lacrime

La ragazza ha continuato il proprio racconto tra le lacrime: “Quando sono tornata a 20 anni a studiare, ho incontrato, invece, la tragedia e la sofferenza, nonostante ciò o forse per questo, l’Italia è diventata parte di me, la lingua e la cultura mi hanno formato. Sono tornata questa terza volta, perché lo dovevo fare. Perché una volta questo bellissimo Paese lo sentivo come casa e spero di sentirlo così di nuovo un giorno“. Le persone vicino a lei le hanno detto di stare attenta a questo nuovo soggiorno italiano: “Tanta gente pensa che io sia pazza a venire qui, mi è stato detto che non è sicuro, che sarò attaccata per le strade, che sarò falsamente accusata e rimandata in prigione“.

L'intervento di Amanda Knox tra le lacrime. Immagine: Festival Giustizia Penale 2019 - Modena/YouTube
L’intervento di Amanda Knox tra le lacrime. Immagine: Festival Giustizia Penale 2019 – Modena/YouTube

Le paure di Amanda Knox

Non è stato facile per la statunitense tornare in Italia: “A dire la verità ho paura, oggi, adesso, ho paura di essere molestata, ho paura di essere derisa, di essere incastrata, e ho paura che nuove accuse mi verranno rivolte solo perché vengo qua a dire la mia versione dei fatti.

Ma soprattutto, temo che mi mancherà il coraggio“. Sa bene quello che l’opinione pubblica pensa di lei: “So che nonostante le mie assoluzioni emesse dalla Corte di Cassazione, rimango una figura controversa al cospetto dell’opinione pubblica, specialmente qui in Italia. So che molte persone pensano che io sia cattiva“.

Le accuse rivolte alla Knox

Il lungo intervento della Knox continua pieno di sofferenza: “Alcuni hanno persino affermato che solo stando qui, con la mia presenza, sto traumatizzando nuovamente la famiglia Kercher e profanando la memoria di Meredith. Si sbagliano. E il fatto che io continuo, nonostante la pronuncia della Cassazione, a essere ritenuta responsabile in questo modo per il dolore dei Kercher e per la reputazione di Perugia, dimostra quanto possono essere potenti le narrazioni false. E come possono minare la giustizia, specialmente quando sono rinforzate e amplificate dai media“. La Knox ha continuato parlando dell’iter giudiziario del processo che è stato particolarmente travagliato. Ha insistito su quanto i media abbiano pompato la vicenda, impegnandosi in “speculazioni sfrenate“, attirando l’attenzione su di sé, senza avere riscontri chiari dalle prove.

L’immagine fornita dai media, sensazionale e diffamatoria, è entrata anche in aula, creando un circolo vizioso“, ha detto Amanda Knox, che ha continuato con pesanti accuse: “L’inchiesta è stata contaminata, la giuria è stata corrotta, era impossibile per me avere un processo giusto. L’opinione pubblica non deve preoccuparsi delle regole procedurali necessarie per preservare l’equità e delle prove, l’opinione pubblica non deve rispondere a nessuno“. “Io ero innocente, ma il resto del mondo pensava che ero colpevole“, ha concluso la ragazza.

Immagine in evidenza: L’intervento di Amanda Knox a Modena. Fonte: Festival Giustizia Penale/YouTube