volante dei carabinieri

Proseguono le indagini sul caso del suicidio di Vincenzo Auricchio, il professore di matematica di 53 anni che nel pomeriggio di ieri si è tolto la vita con un colpo di pistola. L’uomo era agli arresti domiciliari con l’accusa di aver abusato di due studentesse, all’epoca dei fatti minorenni. Secondo quanto trapelato, al momento è al vaglio degli inquirenti il biglietto lasciato dall’uomo.

Intanto le polemiche non si placano, anzi sembrano aumentare, a centinaia ieri sera erano davanti ai cancelli del liceo per la veglia a ricordo del docente. La comunità è spaccata, in tanti si sono schierati a difesa di Auricchio definito innocente e vittima di una gogna mediatica.

Prof suicida a Napoli, si analizza il biglietto

Nell’attesa dell’autopsia, prevista nei prossimi giorni, gli inquirenti hanno ora acquisito il biglietto lasciato da Vincenzo Auricchio prima di commettere il folle gesto. Pare che su di esso siano state scritte considerazioni su quanto quanto accaduto, quindi sull’accusa che lo incrimina di aver intrattenuto una relazione con due studentesse minorenni, e le sue disposizioni per la moglie e i figli. Gli inquirenti però non hanno dubbi sul suicidio, resta però il giallo sulla pistola detenuta in casa.

Una veglia spontanea per il prof

Si è tenuta ieri sera intorno alle 21.30 la veglia spontanea per il professore di matematica.

A prendere parte all’evento un centinaio di persone che si sono mostrate contrariate alla presenza dei giornalisti. Sono in molti infatti a credere nell’innocenza di Auricchio, altri ora chiedono agli inquirenti di portare a termine l’inchiesta e fare chiarezza sulla vicenda quanto prima.

Il caso di abusi su due studentesse

La vicenda è emersa qualche giorno fa, ma risale allo scorso aprile, quando una delle due studentesse ha denunciato quanto accaduto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti il professore avrebbe intrattenuto una relazione con due studentesse e una di loro ha denunciato quando ha scoperto la liaison con l’altra, per gelosia.

Entrambe sono state ascoltate dalla Procura. Contro il professore sono state recuperate diverse prove, comprese le chat e le mail scambiate con la giovane.

La relazione sarebbe scaturita forse per ottenere buoni voti e, anche se era del tutto consenziente, resta comunque un reato punibile perché le ragazze erano entrambe minorenni. Auricchio è stato sospeso e posto agli arresti domiciliari, ma dal canto suo si è sempre professato innocente, dicendo che tablet e telefono erano stati hackerati.

A suo favore si sono schierati anche diversi colleghi che, conoscendo l’uomo, non hanno creduto possibile una tale accusa a suo carico. Una vicenda controversa sulla quale gli investigatori dovranno fare luce quanto prima.