Rudy Guede, ospite del programma Storie Maledette su Rai 3

Rudy Guede, il 32enne ivoriano condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, a breve prenderà una seconda laurea. Ottenne la prima con 110 e lode nel 2016. Ora ha concluso tutti gli esami necessari per la seconda, e discuterà una tesi sulla narrazione cinematografica. Da tempo Guede è stato ammesso al lavoro esterno al carcere, presso la biblioteca del Centro per gli studi criminologici di Viterbo. In questi anni di carcere, l’ivoriano ha ottenuto diversi permessi premio, che in alcune occasioni gli hanno permesso di tornare anche a Perugia, ospite della sua maestra delle elementari.

 Dopo la visita e il discorso di Amanda Knox a Modena, in occasione del Festival della Giustizia Penale, un altro dettaglio si aggiunge quindi al delitto di Perugia di cui si è parlato tanto in questi anni.

In carcere Guede ha proseguito gli studi con ottimi voti

Dietro le sbarre del carcere di Viterbo, Guede ha proseguito i suoi studi. Prima ha conseguito il diploma dopo essersi iscritto all’istituto magistrale di Viterbo. Poi ha cominciato la sua carriera universitaria. Con una media di 29/30, prese la laurea triennale in Scienze storiche del territorio e della cooperazione internazionale all’Università Roma Tre.

Discusse per una quarantina di minuti una tesi intitolata “Storia e mass media. I mezzi e i luoghi della divulgazione storica”, ottenendo il 110 e lode. Ora, Guede è a un passo dalla seconda laurea, con una tesi in narrazione cinematografica, presso la facoltà di Storia e società dell’Università Roma Tre. Ha concluso gli esami con una media di 28 trentesimi, quindi ora manca solo la discussione della tesi.

Il delitto di Perugia, uno dei più controversi

L’omicidio Kercher avvenne a Perugia, il 1° novembre del 2007, nella casa che Meredith condivideva con Amanda Knox e altre due studentesse. L’inglese era giunta in Italia a settembre come studentessa Erasmus.

Le indagini e il successivo processo durarono a lungo e furono molto controversi. Il caso, che fece rapidamente il giro del mondo, si concluse con l’assoluzione dell’italiano Raffaele Sollecito e dell’americana Amanda Knox, nonostante un’iniziale condanna che li costrinse in carcere per alcuni anni. La condanna di Guede fu invece confermata. Quest’ultimo ha sempre negato l’omicidio, pur avendo ammesso di essere presente nella casa durante il delitto. Inoltre, solo Guede, fra gli imputati, richiese il processo tramite rito abbreviato.