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Sono vicinissimi alla costa di Lampedusa, poco più di un miglio da ore, i 42 profughi a bordo della Sea Watch 3. La capitana della nave di soccorso della ong tedesca Sea Watch, Carola Rackete, qualche ora fa ha manifestato l’intenzione di virare verso il porto dell’isola italiana perché non è più in grado di assicurare l’incolumità delle persone a bordo. Rackete, come previsto dal Decreto Sicurezza, rischia circa 15 anni di carcere per varie infrazioni e un’accusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre a una multa di 50mila euro e il sequestro della nave.

La capitana ha dichiarato che affronterà le conseguenze del suo gesto, ma per lei la priorità è portare al sicuro le persone sotto la sua responsabilità. Matteo Salvini ha attaccato sia Carola Rackete che l’Unione Europea dicendosi pronto a non identificare più i migranti in Italia come prevedono i trattati.

Carola Rackete: la capitana della Sea Watch che sfida Salvini

Carola Rackete, 31 anni, cittadina tedesca, si ritiene una privilegiata per le possibilità che la vita le ha offerto. Lei ha deciso di metterle al servizio di chi non è stato altrettanto fortunato: “La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto.

Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità“, ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica.

Rackete, che parla 5 lingue, ha studiato Conservazione ambientale in Inghilterra, dove ha preso un master. A poco meno di 25 anni era già ufficiale di navigazione di una nave rompighiaccio di un’istituto oceanografico tedesco che opera al Polo Nord, mentre a 27 anni si imbarca con Greenpeace sulla Arctic Sunrise, che navigava nelle Svalbard.

Da 3 anni fa parte dell’ong Sea Watch, per cui coordina due aerei e guida la nave, impegnata nell’individuare e portare in salvo naufraghi nel Mediterraneo.

Le manifestazioni di solidarietà nelle città italiane

Con il perdurare della situazione di stallo, diverse manifestazioni di solidarietà si stanno tenendo in molte città italiane, come Palermo, Venezia e Roma. Appoggio alla capitana Rackete è arrivato anche da Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che ha prestato i primi soccorsi a migliaia di migranti, oggi europarlamentare del Partito Democratico.

Anche il sindaco dell’isola Totò Martello si schiera con l’equipaggio della Sea Watch, sottolineando una scomoda verità che forse sfugge a Matteo Salvini: “Ci sono due tipi di sbarchi: gli sbarchi fantasma di cui nessuno parla, poi arrivano le ong e si scatena il finimondo, si accendono i riflettori e tutti parlano di 43 persone non vedendo che nei giorni scorsi sono sbarcate 200 persone“.

Salvini: “Pronto a contravvenire alle norme europee”

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è scagliato contro la capitana della Sea Watch una volta forzate le acque territoriali.

La sua invettiva ha colpito anche l’Unione Europea che ha minacciato: il ministro si è dichiarato pronto a non “identificare più gli immigrati che arrivano in Italia, così ognuno sarà libero di andare dove meglio crede“.

Riguardo alla capitana della Sea Watch l’ha definita “una sbruffoncella” e la sua nave “fuorilegge che mette a rischio decine di immigrati per un giochino ridicolo“. Salvini ha alzato il fuoco anche contro l’Olanda e il nostro ambasciatore a L’Aia avrebbe ricevuto mandato di fare un “passo formale presso il Governo dei Paesi Bassi” dal ministro Enzo Moavero.