bambola a terra vicino a un tombino

Continuano ad emergere i dettagli sulla sconvolgente inchiesta Angeli e Demoni relativa agli affidi illeciti nella zona di Reggio Emilia. In una delle tante intercettazioni si parla addirittura di tecniche di elaborazione del lutto adottate sui bambini.

Racconti falsati, disegni contraffatti, relazioni in cui sono stati descritti abusi mai accaduti, trattamenti di lavaggio del cervello su bambini che così facendo venivano allontanati ai genitori e affidati a nuove coppie. Gli interrogatori proseguono e la Procura non esclude nuovi dettagli nei prossimi giorni.

Affidi illeciti: l’intercettazione shock

In una delle tante intercettazioni riportata sull’ordinanza del Gip, si legge su Il Messaggero, una delle psicoterapeute indagate avrebbe parlato di tecniche di elaborazioni del lutto di un genitore da applicare sui bambini.

Dobbiamo fare una cosa grossa” dice rivolgendosi a qualcuno “Sai qual è? Gli psicologi la chiamano elaborazione del lutto“. La donna ha poi spiegato in cosa consiste questa tecnica ovvero “Vedere tuo padre nella realtà e sapere che quel papà non esiste più e non c’è più come papà. È come se dovessimo fare un funerale”. Parole scioccanti come la tecnica usata.

Angeli e demoni: proseguono gli interrogatori

Da questa mattina sono in corso gli interrogatori di garanzia sulle persone indagate nell’inchiesta degli affidi illeciti nella provincia di Reggio Emilia. Sono già comparsi davanti al Gip Luca Ramponi, la dirigente dei servizi sociali dell’Unione dei comuni della Val d’Enza, Federica Anghinolfi e l’assistente sociale Francesco Monopoli, entrambi agli arresti domiciliari.

La prima è considerata la figura chiave in tutta l’inchiesta; nei prossimi giorni sarà interrogato anche il sindaco del comune di Bibbiano Andrea Carletti. Secondo quanto riferito dal Procuratore capo di Reggio Emilia, Marco Mescolini, altro materiale è stato sequestrato e ora è al vaglio degli inquirenti, Mescolini ha definito questa come “Un’inchiesta umanamente devastante” e fa sapere che “Nulla sarà intentato”.

Mescolini ha tenuto anche a precisare che non è stato fatto uso di elettroshock sui bambini e che gli abusi seussuali sono avvenuti in un centro non nella famiglia di affido. La scelta di intervenire così velocemente è stata presa per fermare questo meccanismo, “Sono stati avvisati tutti coloro che hanno il potere di intervenire” fa sapere il Procuratore Capo.