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Migranti, Italia e Malta si accordano, ma la tensione rimane per la nave Alex

Pubblicato: 05/07/2019 17:58

In un rocambolesco gioco di pedine, è stato chiuso l’accordo con Malta per la gestione dell’attuale emergenza migranti. La Valletta si è infatti dichiarata disposta a prendersi carico dei 54 migranti della nave Alex. A una condizione: che l’Italia, in cambio, si prenda 55 migranti attualmente a Malta, allo scopo di non sovraccaricare l’isola.

In tutto questo, le persone al momento bloccate sull’imbarcazione a vela vivono in una situazione di profondo disagio e non si sa bene per quanto tempo dovranno ancora rimanere lì, prima di uno scambio ufficiale.

Le parole del premier maltese

Si è appena conclusa la vicenda Seawatch-Rackete ed è subito cominciato un nuovo braccio di ferro finalizzato a tenere impegnato il nostro Ministro dell’Interno. L’accordo è arrivato ieri sera: Joseph Muscat, premier maltese, ha specificato che “questo accordo non pregiudica la situazione in cui questa operazione ha avuto luogo e in cui Malta non ha alcuna responsabilità legale, ma fa parte di un’iniziativa che promuove uno spirito europeo di cooperazione e buona volontà tra Malta e l’Italia”.

Salvini critica la Ong

Ieri sera, Matteo Salvini scriveva sulla sua pagina Facebook che la Ong si era rifiutata di attraccare a Malta. Ansa al contempo riportava che, diceva la Ong, “per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta (…) Ma siamo disponibili a trasferire i naufraghi su motovedette maltesi o della Guardia Costiera italiana”. Per ora, così è stato: 11 persone sono già partite, su una motovedetta della guardia costiera, dirette verso un primo soccorso necessario per il loro stato di salute. Le altre per ora rimangono a bordo di una nave che non può sostenere il peso delle persone che ha recuperato in una situazione di emergenza, ma che non è conformata per trasportare. Alcune fonti riportano che dalla Alex arriva un messaggio chiaro: “Non possiamo riprendere il mare al largo, con la prima onda i migranti cadrebbero in acqua”.

Quella dell’inadeguatezza tecnica della Ong mediterranea è una causa perorata anche dal vicepremier Luigi Di malo, che commenta: “Incoscienti questi delle Ong che utilizzano una barca a vela per andare in Libia, prendere delle persone e venire in Italia”. Di Maio avanza anche l’ipotesi che ci possa essere un intento definito dietro all’azione della Ong: “Se invece stiamo dicendo che su mille persone che preleva la Marina libica in un periodo ogni tanto la Ong va lì e ne prende 50 e le porta in Italia per sfidare questo governo, questo è un atteggiamento per me disonesto intellettualmente. Questo è il punto”.

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Ultimo Aggiornamento: 05/07/2019 18:17