piero angela sorridente

Tutti quanti, almeno una volta nella vita, siamo rimasti ammaliati ad ascoltare i programmi e leggere i libri di Piero Angela. Tra i divulgatori scientifici più apprezzati d’Italia, all’età di 90 anni continua a lavorare a nuovi progetti e di recente è ritornato in TV con il suo storico programma, ovvero Superquark.

Piero Angela e il papà Carlo

Figlio di Carlo Angela, il papà del noto divulgatore scientifico era uno psichiatra che grazie al suo lavoro riuscì a salvare tanti ebrei nel corso della Seconda guerra mondiale.

Come raccontato in più occasioni dallo stesso Piero Angela, infatti, suo padre durante le persecuzioni razziali nascose molti ebrei nella clinica da lui diretta.

Li accoglieva sotto falso nome e faceva fingere loro di essere malati oppure matti. In questo modo papà Carlo riuscì a salvare la vita di molti ebrei.

Proprio i genitori sono stati un perno importante nella vita di Piero Angela, che in un’intervista rilasciata a Vanity Fair ha raccontato della sua infanzia e di come sia nata la sua “curiosità di sapere, di informarmi“.

L’infanzia del divulgatore scientifico

Il desiderio della mamma era che il figlio studiasse musica, oggi invece Piero Angela ha addirittura un asteroide con il suo nome.

Una carriera piena di soddisfazioni, quella del noto giornalista e conduttore televisivo che ricordando la sua infanzia ha dichiarato: “Sono stato un bambino molto educato, non ribelle, disciplinato: a scuola andavo bene e se rivedo la mia infanzia è stata un’infanzia semplice, normale, non come tanti scrittori che raccontano dei loro tormenti di ieri che li perseguitano poi per tutta la vita“. Poi entra nei particolari: “I miei ricordi sono legati al fare i compiti, alle lezioni, all’essere ubbidiente.

A quell’epoca eravamo molto solitari, non c’era niente di quello che c’è oggi, neanche la tv, a dar spettacolo era la radio, si giocava poco, non si usciva mai, men che meno la sera, gli amici venivano a casa“.

Ricorda con piacere gli anni in cui era un semplice bambino, “i pochi giocattoli, due l’anno, uno a Natale e uno al compleanno“, ma anche il cavallo a dondolo e la divisa del corazziere.

Un giorno, però, i suoi genitori decisero di regalargli l’Enciclopedia dei ragazzi e da quel momento è nata la sua voglia di conoscenza che nel corso degli anni lo ha trasformato nel noto divulgatore che tutti noi conosciamo.

Dieci grandi volumi, dentro un mobiletto con le porte scorrevoli, dove c’era il libro dei perché: il più usurato, quello che andavo a leggere di più, lì è nata la curiosità di sapere, di informarmi. – afferma Piero Angela – E poi con un’insegnante delle Elementari, che portava in classe esperimenti di fisica sull’elettricità, l’elettrolisi, sulla crescita delle piante, tutte cose che mi hanno lasciato un segno. Se chiudo gli occhi e torno bambino vedo questo“.