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Non è nuovo alla Polizia l’uomo che era alla guida del Suv Jeep Renegade che giovedì sera ha ucciso Alessio D’Antonio, 11 anni, e tranciato le gambe al cuginetto Simone, di 12 anni. Rosario Greco, 37 anni, che dopo aver investito i due bambini è scappato, è il figlio di un Elio Greco, imprenditore vicino ai clan di Cosa Nostra e della Stidda. Nell’auto insieme a lui altri due pregiudicati, Angelo Ventura, figlio anche lui di un boss, e Alfredo Sortino, pregiudicato sotto sorveglianza speciale. La tragedia ha colpito il comune del ragusano da tempo nella morsa della criminalità organizzata, tanto che la precedente amministrazione era stata sciolta per mafia solo un anno fa.

Vittoria, Rosario Greco: il figlio del “re degli imballaggi”

Rosario Greco avrebbe già dei precedenti gravi alle spalle, a cui ora si aggiunge l’accusa di omicidio stradale. Il 37enne è un volto noto a Vittoria, provincia di Ragusa, essendo figlio del “re degli imballaggi” Elio Greco. Come riportano le fonti locali, Elio, l’ex rapinatore di banche diventato imprenditore, è stato arrestato per tentato omicidio pochi mesi fa.

Deve inoltre affrontare un processo per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta Ghost Trash, relativa agli interessi di Cosa Nostra nel settore degli imballaggi ortofrutticoli. A Greco senior, che vanterebbe affiliazioni con il clan Dominante-Carbonaro e ai Rinzivillo di Gela, lo scorso gennaio sono stati sequestrati 35 milioni di euro dal Tribunale di Catania.

Gli eredi dei clan nel Suv che ha distrutto due famiglie

Il figlio Rosario Greco è stato trovato con un tasso alcolemico superiore di 4 volte alla norma e avrebbe fatto uso di cocaina prima di mettersi alla guida. Secondo Il Fatto Quotidiano i suoi precedenti riguarderebbero il porto abusivo di armi e il traffico di sostanze stupefacenti. Anche due dei passeggeri che erano con lui durante la folle corsa del Suv non sono nuovi alla giustizia.

Angelo Ventura, pregiudicato, sarebbe il figlio di Giambattista, il vertice della Stidda a Vittoria. Anche lui è stato arrestato nel 2017 per associazione mafiosa e con Rosario Greco ci sarebbero affari comuni nell’ambito degli imballaggi ortofrutticoli. Nell’auto era presente una quarta persona, senza precedenti penali che, insieme agli altri due passeggeri, è accusata di omissione di soccorso e favoreggiamento personale. I quattro sarebbero scappati, hanno raccontato, per la paura di essere linciati dalla folla.