Giuseppe Conte contro Salvini: "Devi portare rispetto"

Da quando Matteo Salvini si è seduto al tavolo con le parti sociali durante l’incontro che ha convocato al Viminale, si è aperta una bagarre politica che ha visto schierato in prima linea il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

L’incontro di Matteo Salvini e la reazione di Conte

Al tavolo convocato da Matteo Salvini per parlare della Manovra c’erano 40 sigle, da Cgil, Cisl e Uil a Confindustria, da Confartigianato all’Abi. Dopo la riunione al Viminale, i giornalisti hanno chiesto chiesto un commento al premier che ha pubblicamente descritto la riunione così: “Che un leader di una forza politica voglia incontrare le parti sociali la ritengo una cosa buona e giusta, anche il viceministro Di Maio potrebbe far lo stesso col M5S” ha detto subito Conte.

Poi ha tenuto a sottolineare: “Se oggi qualcuno però pensa che non solo si raccolgono istanze e proposte dalle parti sociali ma anticipa temi, dettagli di quella che ritiene debba essere la manovra economica, ecco, questo non è corretto affatto, si entra nel terreno di scorrettezza istituzionale“. Poi ha tenuto a sottolineare che la manovra verrà decisa a Palazzo Chigi, “dal ministro dell’Economia e tutti gli altri ministri interessati. Non si fa altrove, non si fa oggi, e i tempi – tengo a precisarlo – li decide il presidente del Consiglio sentiti gli altri ministri, in primis il ministro dell’Economia.

I tempi non li decidono altri, se si lavora d’estate, d’inverno o d’autunno…“. Il messaggio quindi deve essere arrivato forte e chiaro a tutti, non solo a Salvini. Il premier cerca di mettere dei paletti e recuperati le redini di questo governo.

La risposta di Salvini

Salvini il messaggio l’ha colto bello e chiaro: “Nessuno vuole sostituirsi all’esecutivo” ha spiegato infatti. “Totale fiducia in Conte, ma la manovra prima si fa meglio è. Non mi interessa portare via il lavoro ad altri, a Tria, a Conte o a Di Maio.

Ho già reinvitato le parti sociali, ci riconvochiamo nella prima settimana di agosto, io sarò in ufficio, identica riunione con le stesse 43 associazioni“. Con i giornalisti ha poi dato brevissimo spazio alla questione “fondi russi” che tiene banco su tutte le pagine dei giornali: “Non intendo più parlare di soldi che non ho visto, né ho chiesto“.

La replica di Di Maio

Al tavolo di questa mattina era presente anche Armando Siri, nome ben noto alle cronache, perché indagato per corruzione. Luigi Di Maio ha commentato così la sua presenza su Fb: “Per quanto riguarda la partecipazione dei sindacati al tavolo con Siri affar loro. Se vogliono trattare con un indagato per corruzione messo fuori dal governo, invece che con il governo stesso, lo prendiamo come un dato. E ci comportiamo di conseguenza“.