allevamento di diverse pecore mentre vengono munte

Ancora un’atroce indagine investigativa fatta sul campo e sotto copertura da Essere Animali che porta alla luce la brutale realtà all’interno di uno degli allevamenti di pecore più grandi d’Italia, la Ovimilk srl, in provincia di Brescia.

Dentro l’allevamento di pecore più grande d’Italia

Pecore, pecore e ancora pecore: le une ammassate alle altre, maltrattate, spinte, insultate. È spaventosa la realtà che gli investigatori di Essere Animali denunciano nella nuova inchiesta che li ha visti impegnati all’interno di uno degli allevamenti intensivi di pecore tra i più grandi sul nostro territorio. Nel video, che accompagna l’inchiesta e girato sotto copertura all’interno dei casermoni di cemento entro i quali sono costretti a sopravvivere gli ovini, si possono osservare le condizioni in cui vivono, le angherie a cui vengono sottoposti, l’efferatezza con la quale l’uomo li assoggetta pur di produrre latte.

Pecore sempre giovani e prestanti macellando quelle “anziane”

Sono oltre 5mila gli esemplari di pecore che vivono all’interno dell’allevamento intensivo: un numero in continuo aumento per poter soddisfare la domanda del mercato. Per sopravvivere all’interno dell’allevamento pur essendo in grado di produrre quantità di latte sufficiente e destinato interamente al consumo umano, le pecore devono essere prestanti, e per questo giovani. Motivo che spinge gli allevatori a spingere per molteplici gravidanze così da avere tra le mani un ricambio generazionale continuo di ovini – come denuncia Essere Animali – ma che comporta soprattutto la macellazione delle pecore che non riescono più a produrre quanto preteso che trovano dunque la morte già dopo 5 o 7 anni quando una pecora, normalmente, potrebbe viverne 12.

ATTENZIONE: nel video che segue sono presenti immagini forti

Gravidanze continue e macellazione degli agnelli maschi

Latte e formaggi freschi, fatti con latte fresco che arrivano da pecore felicemente libere in pascoli areati. Una condizione ottimale e quanto mai lontana da quella degli allevamenti intensivi.

Non ci sono pascoli: nei video girati da Essere Animali le pecore faticano a camminare tanto poco è lo spazio. Il ricambio generazionale di cui sopra comporta ovviamente numerosi parti a cui seguono, puntualmente, delle separazioni: gli agnelli appena nati vengono immediatamente strappati alle madri, comportando sofferenza sia alla madre che al figlio. Alla luce del sesso gli agnelli femmina vengono conservati, destinate alla stessa vita delle madri; agli agnelli maschi invece, “inutili” nell’allevamento intensivo per produrre latte, spetta invece la macellazione che arriva non oltre i 30 giorni di vita.

2 mungiture al giorno per 8 mesi

Ma se questo non bastasse, si aggiunge la brutalità e la violenza con la quale vengono trattate le pecore, oggetti idi sfogo all’interno dell’allevamento in cui vengono spinte, schiaffeggiate, lanciate e, come si può sentire anche nel video, insultate a vario titolo. Per 8 mesi all’anno, gli ovini vengono sottoposti quotidianamente allo stesso ciclo che prevede 2 mungiture al giorno: una prassi volta a produrre latte che, per natura, dovrebbe essere destinato ai piccoli e che invece viene raccolto e destinato nella totalità al consumo umano.

Le pecore trattate come se fossero macchine da latte

Riportando le parole diffuse attraverso il comunicato stampa di Essere Animali: “Il nostro investigatore ha filmato animali presi a calci, insultati e colpiti con tubi di ferro. Durante gli spostamenti o le fasi di mungitura, alla minima resistenza gli animali vengono maltrattati. In un caso per braccare un montone un operaio lo cavalca per diversi metri“.

Sempre riportando il comunicato: “A queste violenze si aggiungono poi le conseguenze dell’allevamento intensivo. Le pecore sono trattate come se fossero macchine da latte, alimentate con mangimi ad alto rendimento e sottoposte a mungitura 2 volte al giorno, per 8 mesi l’anno. Questa produzione innaturale esige animali giovani e prestanti, per questo sono macellate attorno ai 5-7 anni, mentre potrebbero viverne fino a 12

L’indagine di Essere Animali propone anche una “soluzione”, una via alternativa che potrebbe, alla luce di questo, far diminuire la richiesta. Come ricordano infatti, allegando anche una guida, sostituire un alimento come il latte nella nostra dieta è possibile e come evidenziano anche le accademie nutrizionali, lo stesso consumo di latte non è indispensabile né necessario all’uomo.

*immagine in evidenza: Fonte/Essere Animali