salvini rackete

Non è stata espulsa ma è tornata in Germania da donna libera, dopo 4 ore di interrogatorio nella Procura di Agrigento, avvenuto ieri. Carola Rackete ora “si riposerà un po’“, come ha fatto sapere la ong tedesca Sea Watch. Intanto, rivela Avvenire, sotto la lente dei magistrati finiscono i funzionari dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno per la loro reiterata richiesta di portare i migranti soccorsi il 29 giugno in Libia.

Carola Rackete è tornata in Germania

Non è stata resa nota la destinazione della capitana Carola Rackete per questioni di sicurezza, ma è probabile sia tornata in Germania. Né è stata attuata l’espulsione ventilata dal ministro Matteo Salvini, dato che la donna ha libertà di movimento.

Rackete è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ed è stata ascoltata per diverse ore dal pa Salvatore Vella e dai pm Cecilia Baravelli e Alessandra Russo.

Salvini aveva scritto sui social: “L’eroina della sinistra è stata interrogata per quattro ore… Ci sarà un giudice che almeno stavolta farà rispettare le leggi, la sicurezza e la dignità del nostro Paese? Io non vedo l’ora di espellere questa comunista tedesca e rimandarla a casa sua“. Speranza sfumata, e la situazione potrebbe aggravarsi dato che le indagini starebbero prendendo un’altra direzione.

Irregolarità nel comportamento dei funzionari italiani?

La testata Avvenire fa sapere, riportando fonti della Procura, che le indagini stanno confluendo verso l’atteggiamento delle autorità italiane. La richiesta più volte reiterata di riportare i migranti in Libia contrasterebbe con le indicazioni del governo italiano e degli organismi internazionale che lo hanno riconosciuto come un porto non sicuro. A questo proposito potrebbero essere sentiti funzionari del ministero dell’Interno che avrebbero indirizzato la Guardia Costiera libica.

La Procura deve ora attendere la pronuncia della Cassazione sulla mancata convalida dell’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e resistenza e violenza a nave da guerra.