lidia macchi

Stefano Binda è stato assolto per lo stupro e omicidio di Lidia Macchi, studentessa 21enne uccisa nel 1987 nei boschi vicino Cittiglio, nel varesotto. L’uomo era stato condannato all’ergastolo nel 2018 in primo grado, ma la decisione della Corte d’Assise d’Appello di Milano ha ribaltato la sentenza dichiarando Binda innocente. Rimane quindi insoluto l’omicidio della 21enne, a 32 anni dalla sua morte.

Stefano Binda assolto: non ha ucciso lui Lidia Macchi

L’ex compagno di classe di Lidia Macchi è stato dichiarando innocente per il suo brutale omicidio. In appello sono infatti state respinte le richieste del sostituto pg Gemma Gualdi di confermare la condanna della Corte d’Assise di Varese per omicidio volontario con l’aggravante della violenza sessuale.

Il 51enne si è sempre dichiarato estraneo alla morte di Macchi, scomparsa nel 1987. I suoi legali hanno espresso le loro perplessità per la mancanza di un chiaro movente, “costruito sulla perizia psichiatrica“. Binda avrebbe anche negato di aver mandato la lettera il giorno del funerale della ragazza su cui si è basata l’accusa per ottenerne la condanna. La lettera riportava la poesia In morte di un’amica scritta con una grafia che è stata ricondotta all’uomo.

L’omicidio resta insoluto

La morte di Lidia Macchi dunque resta un mistero: la ragazza era una studentessa di Giurisprudenza a Milano e membro di Comunione e Liberazione. Nel gennaio di 32 anni fa è scomparsa dopo essere andata a trovare un’amica all’ospedale di Cittiglio, vicino al Lago Maggiore e le sue ricerche si sono susseguite per due giorni. Alla fine Macchi è stata trovata in un bosco uccisa da 29 coltellate ma le tracce di DNA trovate sul corpo non hanno mai portato all’individuazione di un colpevole.

Nel 2014 una lettera che faceva parte del materiale raccolto dagli inquirenti, anonima e indirizzata alla famiglia, ha portato all’arresto di Binda. L’uomo è stato accusato di aver ucciso la ragazza perché avrebbe fatto sesso con lui, nonostante i dettami della religione che i due professavano. Oggi il 51enne è stato assolto e l’assassino di Lidia Macchi è di nuovo senza un volto.