emanuela orlandi

La ricerca della verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, che quando sparì nel nulla, il 22 giugno 1983, aveva 15 anni, rischia di dover battere un nuovo percorso. Infatti, dalle analisi dei resti umani rinvenuti nei due ossari trovati dopo l’apertura di due tombe del Cimitero Teutonico trovate vuote, è emerso che i reperti ossei sono tutti relativi a un periodo anteriore al ‘900 per cui non compatibili con la data in cui sarebbe presuntamente morta Emanuela Orlandi. A questo incerto scenario vanno poi aggiunte le dichiarazioni di Alì Agca, condannato per il tentato omicidio di Giovanni Paolo II, che in una lettera diffusa da Fabrizio Peronaci sostiene che la donna sia ancora viva.

Le analisi su i due ossari e le parole della Santa Sede

Le analisi compiute dai periti della Santa Sede sui resti umani trovati nei due ossari sembrerebbero risalire al 1800. Impossibile non pensare ai resti delle due principesse, Carlotta Federica di Mecklemburgo e Sophie von Hohenlohe, non trovati nelle due tombe del Cimitero Teutonico aperte per indagare sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Il Vaticano ha fatto sapere: “Nel corso degli accertamenti di antropologia forense, non è stata riscontrata alcuna struttura ossea che risalga ad epoca successiva alla fine del 1.800“.

Le due principesse sarebbero state in effetti sepolte nel XIX secolo. Quanto emerso dalle indagini ha portato la Santa Sede a negare alla famiglia Orlandi di eseguire accertamenti di laboratorio su circa 70 reperti ossei, perché hanno caratteri di datazione molto antichi“.

La Santa Sede impone il segreto istruttorio

Il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, che, instancabile, cerca la verità sulla scomparsa di sua sorella, dopo il risultato delle analisi sui resti umani ha fatto sapere di non poter commentare quanto emerso a causa del veto imposto in questo senso dalla Sante Sede: “Il Vaticano ha imposto il segreto istruttorio alle attività svolte al cimitero teutonico ai presenti, per cui, al momento nessuno può rilasciare delle dichiarazioni“.

E, mentre Pietro Orlandi fa sapere che appena sarà possibile commenterà e darà contezza di quanto sta emergendo tra le mura di San Pietro, il Vaticano ribadisce la propria estraneità alla scomparsa di Emanuela Orlandi: “La Santa Sede conferma la propria volontà di ricerca della verità su Emanuela Orlandi e smentisce categoricamente che questo atteggiamento di piena collaborazione e trasparenza possa in alcun modo significare, come da alcuni talvolta affermato, una ammissione implicita di responsabilità“.