emanuela orlandi col flauto

Di pochissimi giorni fa, precisamente del 2 luglio, la notizia circa un disatteso passo da parte del Vaticano nei confronti della famiglia di Emanuela Orlandi. Poco più di una settimana fa infatti, l’Ufficio Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato di Città del Vaticano aveva deciso di riaprire 2 tombe all’interno del cimitero teutonico, gesto che avrebbe potuto essere fondamentale in ambito delle indagini sulla scomparsa della Orlandi.

Emanuela Orlandi: nessun resto nel cimitero teutonico

La notizia è filtrata attraverso la voce del fratello di Emanuela Orlandi, Pietro. Uscendo dal Vaticano, dove questa mattina era arrivato prestissimo proprio per assistere allapertura di 2 tombe all’interno del cimitero teutonico, dove si pensava ci potesse essere il corpo della sorella scomparsa nel 1983, Pietro Orlandi ha annunciato con disillusione: “Entrambe le tombe sono vuote.

Perché ci hanno indicato quel luogo come la sua sepoltura?“.

La disillusione di Pietro Orlandi

Quello che lascia interdetti l’avvocato della famiglia Orlandi e il fratello Pietro, alla luce della vana apertura di 2 tombe, è il non aver trovato nulla. Non solo la disillusione di non trovare i resti della sorella Emanuela Orlandi, ma per Pietro Orlandi – intervistato da SkyTg24 – risulta impossibile credere che all’interno delle bare non vi sia nulla, nessun tipo di resto umano.

La lettera che aveva aperto la pista del cimitero teutonico

Sempre il fratello di Emanuela Orlandi si ritiene poi incredulo, di fronte alla scoperta di oggi, prendendo in considerazione le piste che lo ha portato a chiedere con insistenza, presentando istanza, la riapertura di quelle specifiche tombe. La domanda verte sul capire per quale motivo gli sia stato indicato attraverso una lettera di cercare i resti di sua sorella Emanuela proprio nel cimitero teutonico, e proprio in quelle tombe.