don Ciotti, Salvini e Papa Francesco

Temp duri, durissimi per Matteo Salvini che, dopo aver innescato una crisi di governo ampiamente annunciata dalle opposizioni, deve vedersela con le polemiche sul suo decreto Sicurezza bis. Nelle convulse ore che hanno preceduto il suo addio all’asse di governo giallo-verde, in quella che appare ormai come una voragine insanabile tra Lega e 5 Stelle, si insinuano le critiche al provvedimento da parte di don Luigi Ciotti e un aspro appunto di Papa Francesco.

Don Ciotti risponde a Salvini

Pochi giorni fa, don Luigi Ciotti ha espresso le sue forti perplessità sulla bontà del decreto Sicurezza bis targato Salvini.

Un provvedimento da più parti definito ‘suicida’ che don Ciotti non ha tardato a definire “aberrante”.

A margine della conversione in legge, le polemiche si sono alimentate senza soluzione di continuità, ma Salvini è passato al contrattacco difendendo la genuinità dei principi che fanno da scheletro al testo.

A stretto giro, il vicepremier ha così replicato: “Ho letto le dichiarazioni surreali di don Ciotti che parla di tragedia e disumanità evocando il fascismo: o non ha letto il dl sicurezza bis o non lo ha capito“.

Ma don Ciotti non ci sta e precisa di aver letto il contenuto del dl Sicurezza bis. “L’abbiamo studiato e ci abbiamo lavorato sopra con dei professionisti del settore. Noi di Libera quando parliamo lo facciamo senza ideologie, senza emotività, ma basandoci sui fatti. Io non faccio politica, o meglio la faccio con in mente il bene comune, con il Vangelo. Nel Vangelo c’è il diritto di difendere la dignità delle persone“.

Papa Francesco sul sovranismo: “Ricorda Hitler”

Dito puntato sul sovranismo da parte di Papa Francesco, che in un’intervista a La Stampa è tornato a porre l’accento sulla necessità di contenere le derive di intolleranza e discriminazione.

Il sovranismo è un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché’ si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934“. Per il Pontefice, la sovranità nazionale non deve essere motivo di chiusura al rapporto civile e fraterno con gli altri Stati e i loro popoli.

Poi torna sui migranti, ribadendo lo spirito cristiano che deve indirizzare verso l’apertura al prossimo. Secondo la lettura di Bergoglio, ci sono 4 imperativi portanti per impedire deformazioni sociopolitiche come quelle che portarono al fiorire di ideologie estreme: accogliere, accompagnare, promuovere e integrare.