governo conte

Matteo Salvini ha sancito la fine del governo Conte. In una nota, il vicepremier e ministro dell’Interno ha dichiarato: “Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza e restituiamo velocemente la parola agli elettori“.

Matteo Salvini stacca la spina al governo Conte

Dopo i movimenti che dalla giornata di ieri agitavano la politica, sembra che il governo gialloverde sia arrivato al capolinea. La palla passa ora al Quirinale. Giuseppe Conte già nel primo pomeriggio di oggi aveva incontrato il presidente Mattarella e si rincorrevano le voci di crisi.

Dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini sembra arrivata la fine. Il Movimento 5 Stelle sembra intenzionato a parlamentarizzare la crisi, quindi Giuseppe Conte potrebbe non presentare le proprie dimissioni a Mattarella, ma andare in Parlamento.

Di Maio: “Pronti al voto”

In un comunicato diramato dall’ANSA, il vicepremier Luigi Di Maio si è detto pronto al voto: “La Lega ha preso in giro il Paese; votare subito taglio parlamentari, poi elezioni“.

Anche Alessandro Di Battista è intervenuto, attaccando duramente Salvini sul taglio dei parlamentari: “Questo politicante di professione manda tutto all’aria per pagare cambiali a parlamentari terrorizzati dal taglio delle poltrone o agli amici del ‘suocero’ Verdini che se la fanno sotto per la riforma della prescrizione che entrerebbe a breve in vigore“.

Nelle prossime settimane si potrebbero fare alcune cose straordinarie che il “sistema” detesta:1. Tagliare 345…

Gepostet von Alessandro Di Battista am Donnerstag, 8. August 2019

Le opposizioni chiedono il voto

Anche le opposizioni si dicono favorevoli al voto. Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, ha twittato: “Siamo pronti alla sfida. Nelle prossime elezioni non si deciderà quale governo ma il destino della nostra democrazia. Il PD chiama a raccolta tutte le forze che intendono fermare idee e personaggi pericolosi. Al lavoro per far vincere l’Italia migliore“.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, chiede il via ad una coalizione sovranista, esprimendosi per il voto e negando l’appoggio a qualsiasi governo tecnico.