primo piano di sergio mattarella

Giornata intensa al Quirinale da cui continuano ad arrivare notizie. Giusto questa mattina, il primo a salire i gradini del colle verso Mattarella era stato il premier Conte, all’indomani da una burrascosa seduta in Senato che in tema Tav ha sollevato tutte le fragilità del governo. Poi la convocazione al Colle di Fico e Casellati e in ultimo, la notizia di questo momento: la firma posta da Mattarella sul Decreto Sicurezza Bis.

Mattarella firma il decreto sicurezza bis

La firma c’è ma non si è risparmiato di sollevare le criticità insite nel testo del provvedimento approvato in Senato con 160 voti favorevoli lo scorso 5 agosto.

In questi momenti, non facili per Mattarella reduce da un intimo colloquio con il premier Conte, il presidente della Repubblica ha posto la propria firma sul decreto sicurezza bis, il provvedimento caro a Matteo Salvini. Ma come anticipato, la lettura del provvedimento è stata critica e ha avuto ripercussioni nella lettera che Mattarella ha voluto indirizzare a Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, e a Roberto Fico, presidente della Camera nonché allo stesso Conte.

Le criticità sollevate da Mattarella

Convenzioni internazionali e codice della navigazione alla mano, Mattarella ha sì firmato il provvedimento ma sollevando i propri dubbi su parti che devono necessariamente essere riviste. “Al di là delle valutazioni nel merito delle norme, che non competono al Presidente della Repubblica non posso fare a meno di segnalare due profili che suscitano rilevanti perplessità“, ha così scritto Mattarella nella missiva ai presidente di Senato e Camera. Questioni che non si possono sottovalutare cui ne conseguirà una revisione da parte, congiuntamente, di Parlamento e Governo.

L’ammenda amministrativa

Per quanto riguarda il rimando alle convenzioni internazionali, Mattarella ribadisce l’essenziale obbligo di soccorso in mare – criticità all’interno della normativa che già ieri, commentando il decreto sicurezza bis, aveva sollevato Gregorio De Falco definendo il provvedimento “suicida” – e non rintraccia ulteriori criticità in tema di sanzioni. Mattarella fa notare come manchino al testo, in relazione all’ammenda amministrativa -al momento stabilità sino ad 1 milione di euro – dei criteri di applicazione oggettivi nonché relativi alla gradazione della multa. Una pena amministrativa che si confa ad una pena penale.

Oltraggio a pubblico ufficiale

E si aggiunge a ciò una seconda criticità che riguarda invece la nota sull’oltraggio a pubblico ufficiale che, come da attuale decreto, “impedisce al giudice di valutare la concreta offensività delle condotte“. Il decreto consente, ora come ora, di non applicare infatti la “tenuità del fatto“.