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Sembrava che Luigi Di Maio avesse scelto la via del silenzio, e invece alla fine ha parlato. Anzi, ha scritto: con un lungo post pubblicato sul suo profilo il vice premier ha spiegato la sua posizione nei confronti della questione TAV e della crisi di governo che sembra ormai essere inarrestabile.

Luigi Di Maio, durante la giornata di ieri, aveva deciso di non commentare bensì di condividere il post scritto da Beppe Grillo e destinato in primis ad Alberto Perino, leader dei No Tav, che aveva parlato di “tradimento” nei confronti degli attivisti.

 

L’orgoglio dell’opposizione al progetto

È vero, il M5S ha riconfermato il suo “no” all’alta velocità ma la battaglia è ormai persa e, per una parte di governo che ha fondato il suo sviluppo e la sua crescita sulle lotte del territorio (in primis proprio quella alla Tav), si tratta di un risultato innegabilmente grave. Luigi Di malo ha voluto però concentrarsi sul fatto che, in aula, il MoVimento abbia mantenuto le spalle dritte: “Qualunque sarà la conseguenza noi siamo orgogliosi del nostro NO a un’opera come la Torino-Lione, un’opera nata vecchia, di 30 anni fa, senza un futuro.

Un’opera che vogliono solo Bruxelles e Macron”. Nel post pubblicato ha poi fatto un discorso di stampo ambientalista, puntando a quanto le scelte di oggi porteranno a conseguenze nefaste nei prossimi anni e decenni: Abbiamo il dovere storico di difendere il nostro ambiente e di guardare avanti, di riempire il futuro di “sì” per noi stessi, per la nostra vita, per i nostri figli e nipoti: le energie pulite, la riconversione energetica che produce posti di lavoro rispettando la natura, cioè rispettando l’umanità.

L’ambiente è la nostra stella, perché la vita è la nostra stella. Va conservata, difesa, amata”.

Rimane l’attenzione all’ambiente

Per Luigi Di Maio rimangono ancora sempre gli stessi gli intenti del MoVimento: “Il MoVimento 5 Stelle sul tema ambientale non passerà mai la mano. Abbiamo sospeso noi le trivellazioni, abbiamo messo in campo noi un piano enorme contro il dissesto idrogeologico, abbiamo preso noi provvedimenti per salvare i nostri mari, il Piano per ridurre le emissioni e riconvertire il Paese verso le energie pulite. Molti di questi sono passati.

Molti altri sono bloccati”. Le sue parole non sono però state accolte con favore da tutti gli attivisti: sono in molti, nei commenti, ad insinuare che gli ideali ambientalisti siano stati messi da parte per favorire il mantenimento delle cariche, l’ “attaccamento alla poltrona” che d’altronde era stato una dei cavalli di battaglia dei pentastellati agli esordi del movimento.