Incendi Siberia, Disboscamento Amazzonia Greenpeace

Il nostro pianeta sta per essere distrutto, poco a poco, pezzo dopo pezzo. Se da un lato c’è chi lo urla a gran voce da tanti anni, dall’altro c’è chi pensa che non sia vero o che, non vedendo le tragedie immani che si stanno consumando “lontano dal nostro giardino europeo”, non gli da il giusto peso. La Siberia sta bruciando da due mesi e la situazione si sta aggravando ogni giorno di più. Mentre, la foresta dell’Amazzonia vive un dramma senza fine, ogni anno i dati del disboscamento sono peggiori rispetto a quello precedente.

Siberia in fiamme

Gli incendi che stanno devastando la Siberia sono fuori controllo, le autorità russe, come riporta Euronews, da quasi due mesi stanno cercando di contenerli.

Gli sforzi dell’esercito hanno ridotto l’area degli “incendi attivi” a 2,5 milioni di ettari, ma ciò non basta. Per Greenpeace Russia vi è anche un altro dato allarmante, ovvero quello delle grossissime quantità di anidride carbonica emesse: sarebbero pari a quelle prodotte da 36 milioni di automobili in un anno. Mentre, il servizio di sorveglianza atmosferica dell’ECMWF di Copernicus ha stimato che, una settimana fa, gli incendi in tutto l’Artico, compresi quelli in Alaska, Canada e Groenlandia, avevano emesso nel solo mese di luglio la stessa quantità di CO2 che produce l’intera Colombia in un anno.

L’esperta di immagini satellitari Annamaria Luongo ha creato un video che mostra, attraverso 41 immagini scattate il 5 agosto scorso, l’area di 2mila km della Repubblica di Sakha disseminata di incendi. L’animazione è stata poi ripresa e pubblicata da Euronews:

Le cause degli incendi

Se da un lato l’opinione di alcuni esperti è che il diramarsi del fuoco possa essere legato ai cambiamenti avvenuti a causa del surriscaldamento del pianeta, dall’altro il procuratore generale sostiene che sia stato causato dal disboscamento illegale. Questo soprattutto nella regione di Irkutsk.

Gli incendi estivi in Siberia fanno parte di un ciclo naturale, ma la portata, l’intensità e la durata di quelli attuali sono senza precedenti, a denunciarlo è Greenpeace Russia. L’organizzazione ha anche criticato le autorità e il governo della Federazione per aver atteso troppo e non aver agito da subito. Una petizione è già stata lanciata e firmata da più di 1 milione di persone perché venga dichiarato lo stato di Emergenza in Siberia.

Il grande lago Baikal, nella regione montuosa russa della Siberia, a nord del confine con la Mongolia, è circondato da incendi. Il presidente russo Vladimir Putin ha attribuito tale situazione a una serie di alluvioni dovuti ai cambiamenti climatici. Putin ha aggiunto che le temperature della Russia stanno aumentando di 2,5 volte più velocemente rispetto al resto del pianeta.

Il disboscamento che colpisce la foresta dell’Amazzonia

E se, almeno in parte gli incendi che hanno colpito la Russia, ma che riguardano tutti i cittadini del mondo, sono dovuti al disboscamento a cosa è dovuto quest’ultimo? A scelte irresponsabili dei governi, allo sfruttamento dei territori per gli allevamenti e l’agricoltura e alla noncuranza che tutto ciò comporta. Nel solo mese di luglio la foresta Amazzonica del Brasile ha perso oltre 2mila km quadrati di territorio, un’area paragonabile al Lussemburgo e di poco più piccola della Valle D’Aosta. Nel Paese sudamericano la questione dell’Amazzonia è da sempre al centro del dibattito politico. L’ultimo dato aggiornato che risulta essere superiore del 278 per cento rispetto a quello del luglio 2018 è stato comunicato dall’INPE (Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais, Istituto nazionale per la ricerca spaziale).

In base alle informazioni diramate dall’Instituto Nacional dall’inizio di quest’anno circa 4.700 km quadrati di Foresta Amazzonica sono andati perduti. Nello stesso arco di tempo lo scorso anno ammontavano a 2.810 km quadrati. E la situazione può solo peggiorare dal momento che per il presidente del Brasile Bolsonaro i dati dell’INPE sarebbero falsi e vorrebbe sostituire l’ente con una società privata. Durante una recente conferenza stampa con giornalisti europei, Bolsonaro ha fatto sapere di comprendere l’importanza dell’Amazzonia per il mondo; ma ha sottolineato che la foresta è dei brasiliani (la maggior parte) e non di altri.

Immagine in evidenza: Incendi in Siberia; Disboscamento della Foresta Amazzonica. Fonte: Greenpeace Russia e Greenpeace Brasile