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Miriam Rivera, modella ed ex concorrente del Grande Fratello (edizione australiana del 2004) è morta impiccata nella sua casa di Hermosillo, Messico. La sua morte però aleggia nel mistero. Innanzitutto, il ritrovamento del cadavere risale allo scorso 5 febbraio, ma la notizia è trapelata solo in questi giorni. Singolare anche la scelta di non eseguire l’autopsia: Miriam Rivera è stata cremata poco dopo il ritrovamento. Infine, ha creato angoscia la testimonianza di suo marito: “non è suicidio. Qualcuno ha ucciso Miriam e poi ha minacciato anche me, ha raccontato al Daily Mail. Il movente non è ancora certo, ma suo marito crede che l’abbiano punita per essersi rifiutata di prostituirsi.

La fama grazie ai reality, poi i progetti per il futuro

Miriam Rivera ha raggiunto la fama a metà degli anni 2000. Nel 2003 destò scalpore con il reality show inglese There’s Something About Miriam, nel quale alcuni uomini dovevano corteggiare la modella e solo alla fine scoprivano la sua identità transgender. Partecipò poi all’edizione del Grande Fratello Australia nel 2004, diventando la prima concorrente transessuale al mondo del noto reality. Stando a quanto afferma la sua intima amica Jeanett Ørtoft in un’intervista, riportata dal Daily Mail, poco prima di morire Rivera stava per laurearsi e aveva tanti progetti.

Non sembrava dunque una in procinto di suicidarsi. Per l’amica dunque qualcosa non torna, e sostiene la tesi dell’omicidio.

L’inquietante testimonianza del marito di Miriam Rivera

Ad avvalorare questa tesi interviene poi l’angosciante testimonianza di suo marito, Daniel Cuervo. Al Daily Mail Australia Cuervo ha infatti dichiarato che “la mattina del 5 febbraio Miriam mi chiamò per dirmi che stava male e vomitava sangue, così le consigliai di andare in ospedale. Mi richiamò quando uscì dall’ospedale verso mezzogiorno. È l’ultima volta che abbiamo parlato”. Due ore dopo le autorità la trovarono impiccata nella sua casa di Hermosillo, città natale.

Il marito in quei giorni si trovava a New York per lavoro e subito cercò di portare il corpo negli Stati Uniti, ma lo informarono che l’avevano già cremata. Ma il dettaglio più inquietante della storia è la confessione successiva di Cuervo: mentre organizzavo il funerale di Miriam, mi chiamò un uomo e mi disse di non tornare in Messico o avrebbero ucciso anche me. I punti oscuri della vicenda restano però ancora troppi.

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