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A poche ore dal voto che dovrebbe definire la data per la mozione di sfiducia del governo Conte, Matteo Renzi torna pubblicamente alla ribalta per parlare di unità e per chiedere la testa di Matteo Salvini.

L’ex Presidente del Consiglio parla ad appena un’ora dal voto in aula per ribadire alcuni concetti, tra cui una ricerca continua di alleati politica avvenuta in questi giorni e la, a suo dire, palese evidenza di minoranza in Parlamento per Salvini e mozione di sfiducia.

Una crisi più unica che rara

Comincia la conferenza stampa dicendo che non scapperà, che risponderà alle domande dei giornalisti: è una conferenza basata sull’understatement politico.

Il primo tasto toccato è quello della cruciali del momento: “Siamo in un momento clamoroso e nella mia veste di ex presidente del consiglio trovo che sia un passaggio che non va sottovalutato (…) la prima volta che siamo in crisi di governo in pieno ferragosto, con votazioni d’autunno.

Nelle ultime 72 ore Renzi ha mostrato, dice, apertura a tutte le forze politiche, ricevendo non sempre parole di solidarietà, ma spiegando di aver voluto parlare ad amici e nemici: “tra le persone che hanno ricevuto il mio appello ci sono persone che hanno usato contro i miei genitori espressioni che vanno oltre la civiltà”.

“Non c’è tempo per stare alla finestra”

Il problema più immediato, in caso di voto, sarebbe comunque una debàcle a livello economico: “Se si va a votare io non so se il Pd arriva al 25% ma so che l’Iva arriva al 25% e con l’Iva al 25 è sicura la recessione”. La colpa? Ovviamente di chi ha “seminato il caos”: “Davanti a un ministro degli interni che fa rischiare la recessione con l’Iva, che non chiarisce i suoi rapporti con la Russia, che ha strumentalizzato i suoi valori più significativi, non c’è tempo per stare alla finestra a dire che ‘il tempo è galantuomo’ “

Per Matteo Renzi una cosa è chiara, ovvero il fatto che il Re è nudo: “Nei sondaggi è evidente che la sua fama di uomo invincibile sta precipitando in modo clamoroso: sarebbe facile per noi dire ‘ve l’abbiamo detto’, stare in un angolino, ma penso che così non faccia un uomo di stato, quindi da uomo delle istituzioni vi faccio un appello”.

Il prossimo passo non può che essere, dunque, quello delle dimissioni: “Oggi Salvini ha deciso di imprimere una svolta nella politica italiana, questa svolta è fallita e richiede una immediata presa d’atto da parte sua: torni ai suoi mojito nelle modalità che preferisce”.