Al Bano alta velocità

Al Bano torna a parlare per una giusta causa. Ha vestito i panni da testimonial per battersi affinché anche nelle regioni del Sud Italia arrivi l’alta velocità. Lo scopo della campagna è fare arrivare la richiesta al neo eletto presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.

La campagna per l’alta velocità al Sud

L’associazione L’Isola che non c’è di Latiano, in provincia di Brindisi, ha lanciato una campagna per chiedere a gran voce che venga realizzata l’alta velocità anche nelle regioni del Sud Italia. Com’è noto, la tratta dei treni Frecciarossa, quelli in grado di sopportare elevate velocità, arriva solo fino a Napoli.

L’associazione ha ricordato che anche i cittadini che vivono lungo la dorsale Adriatica e in tutte quelle regioni del sud in cui non arriva l’alta velocità hanno “lo stesso diritto a viaggiare alla velocità del Nord“. Su un post pubblicato su Facebook si legge la motivazione: “Non fosse altro perché anche noi abbiamo contribuito (con le nostre tasse) a quelle infrastrutture dell’Alta Velocità realizzate da Napoli e Roma in su con i soldi di tutti“. L’obiettivo della battaglia è far giungere il messaggio al governo e al neo presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, per essere ascoltati.

Al Bano super testimonial

Come riporta il post, il più grande testimonial del Sud è Al Bano Carrisi, che si è schierato in favore della giusta causa. Dopo aver partecipato alla campagna per la donazione di sangue e organi, indetta dall’Asl di Brindisi, il cantante ha deciso di rimettersi in gioco per i cittadini. Su La Repubblica Bari, si legge il suo appello: “Mi rivolgo a tutti i componenti dell’Europa: fateci sentire veramente europei a livello degli altri europei.

Non penso di chiedere molto“. E ha continuato: “Non sono solo, siamo noi del Sud che abbiamo questa specie di ribellione e questa richiesta umana: vogliamo viaggiare alla stessa velocità di tutti gli europei, perché europei lo siamo anche noi, di fatto, di diritto e di scelta“.

L’incontro richiesto a Sassoli e al governo italiano, ha chiarito il cantante di Cellino San Marco, occorre “per spiegare quello che serve per far funzionare il Sud. Non ha fatto niente di male il Sud. Si è aggregato, ha pagato a caro prezzo l’Unità d’Italia e continua ancora a pagare“.

Ha, inoltre, aggiunto: “Facciamo in modo che questa Italia sia veramente unita e il treno, come il sangue nelle nostre vene, ha bisogno di viaggiare con lo stesso tipo di velocità“.

Il ricordo del suo primo viaggio in treno

Così, Al Bano, ripensando al passato ha ricordato il suo primo viaggio in treno per andare a Milano: “Ricordo il mio primo viaggio a Milano, era il 5 maggio del 1961, il treno era quello che era, profumi di ogni tipo perché era strapieno di persone che come me andavano a cercare un futuro migliore“.

Qualcuno è riuscito nell’impresa, come ha spiegato il cantante, ma la situazione dei treni è rimasta pressoché invariata da allora: “Molti lo hanno trovato, e tra quelli anche io. Ritornando dopo tanti anni ho notato che niente è cambiato su quella linea“.

Ha concluso dicendo: “E allora mi chiedo: è possibile che il Sud rimanga sempre e solo sud abbandonato? Si ricordano di noi per pagare le tasse, per votare, ma quando poi devono sviluppare qualcosa di importante per il nostro Sud, c’è qualcosa che si inceppa nel meccanismo“. Infine, ha ribadito a gran voce ciò che chiedono lui, i cittadini del sud, l’associazione L’Isola che non c’è e i suoi esponenti: “Noi vogliamo viaggiare alla stessa velocità, come si viaggia da Milano a Roma, da Venezia a Roma, da Torino a Roma.

Abbiamo diritto di partire da Lecce e viaggiare alla stessa velocità“.