Felice Gimondi Adnkronos

È scomparso ieri il campione di ciclismo, Felice Gimondi, aveva 76 anni. Mentre faceva un bagno nel mare di Giardini Naxos è stato colpito da un infarto. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordarlo ed esprimere il proprio cordoglio. Non solo lui, anche i tanti amici del mondo dello sport e dello spettacolo si sono uniti al dolore per la perdita. 

Il cordoglio del presidente Mattarella

Il presidente Sergio Mattarella ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Felice Gimondi, il campione di ciclismo morto ieri. A renderlo noto, un comunicato stampa diffuso dalla presidenza della Repubblica.

Si legge: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo cordoglio per la morte di Felice Gimondi” e continua: “ricordandone i tanti successi che hanno dato prestigio all’Italia nello sport e il suo stile di grande valore nel comportamento sportivo e umano“.

Adnkronos riporta che non sarà eseguita l’autopsia. La decisione disposta dalla Procura di Messina è dovuta al fatto che un esame esterno eseguito dal medico legale ha accertato le cause naturali della morte. Gimondi soffriva di problemi di cuore che hanno causato l’infarto. Nelle prossime ore il corpo sarà restituito alla sua famiglia.

Il mondo del ciclismo in lutto

Non solo Mattarella, anche i tanti amici del mondo dello sport hanno voluto ricordare il campione.

Innanzitutto le parole del suo grande avversario storico Eddy Merckx contro il quale Gimondi non era riuscito a vincere. Merckx, affranto, ha commentato la notizia: “Stavolta perdo io“. “Perdo prima di tutto un amico e poi l’avversario di una vita“, si legge su Ansa. Il campione belga ha concluso dicendo: “Abbiamo gareggiato per anni sulle strade l’un contro l’altro ma siamo diventati amici a fine carriera. L’avevo sentito due settimane fa così come capitava ogni tanto. Che dire, sono distrutto“. Poi anche l’allenatore della Nazionale di ciclismo Davide Cassani lo ha voluto ricordare.

Su Twitter ha scritto: “Ho avuto un solo idolo nella mia vita. Felice Gimondi“. E ha continuato: “Ogni volta che lo vedevo era un’emozione perché quando ti innamori di un campione è per tutta la vita. Sei stato un grande Felice“.

E ancora il ricordo di Franceso Moser, avversario e poi amico di Gimondi: “Era un corridore vero, un duro che non mollava mai, eravamo avversari ma ci siamo sempre rispettati“. Su La Repubblica le sue parole cariche di tristezza: “Per tanti anni siamo stati assieme nel consiglio Uci, spesso viaggiavamo assieme dall’Italia a Ginevra, ci raccontavamo di tutto. Non ce l’aspettavamo, l’ho visto l’ultima volta al Giro precisamente nella tappa di Courmayeur che il Giro lo ha anche deciso. Stava bene“. All’amico, Moser mandava ogni anno un pensiero: “Beveva sempre il mio vino, ogni anno glielo mandavo, di solito prendeva il moscato giallo“.

Il ricordo di Felice Gimondi di Enrico Ruggeri

Anche il cantante Enrico Ruggeri, che al campione e alla sua rivalità con Eddy Merckx aveva dedicato, nel 2000, la canzone Gimondi e Il cannibale, ha voluto esprimere il suo dispiacere. Su Twitter ha scritto: “Se ne va una parte della mia infanzia, un ragazzo che mi ha fatto sognare, una persona dolce e meravigliosa, un simbolo, un grande uomo. Un abbraccio a Tiziana [la moglie del grande campione]”.

Immagine in evidenza: Felice Gimondi. Fonte: Adnkronos