In occasione della visita dei Radicali al carcere di Regina Coeli, uno dei due ragazzi americani implicati nell’omicidio del carabiniere Rega, Hjorth, dice la sua sul sistema italiano

Christian Gabriel Natale Hjorth, uno dei due giovani americani implicati nell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, sottolinea dal carcere romano di Regina Coeli le differenze con il sistema statunitense. “A San Francisco, la mia città, probabilmente non sarei in prigione. Sarei già uscito su cauzione”, avrebbe rivelato Hjorth ai rappresentanti del Partito Radicale. È la stessa tesoriera dei Radicali a dichiararlo all’Adnkronos. I Radicali hanno visitato il carcere a Ferragosto, per un periodico controllo delle condizioni dei detenuti e della struttura. E ne hanno evidenziato i problemi: sovraffollamento, carenza di personale, caldo torrido.

La dichiarazione di Hjorth da Regina Coeli

Il Partito Radicale porta avanti da anni l’iniziativa “Ferragosto in carcere”, che consiste proprio nella visita all’interno dei penitenziari italiani per valutare le condizioni dei carcerati e delle strutture.

In 4 giorni, circa 300 persone, fra cui avvocati e politici, hanno visitato 72 carceri in 17 regioni italiane. Durante la visita a Regina Coeli, dove sono reclusi Christian Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder, sono emersi importanti dettagli. Hjorth, accusato di concorso in omicidio, ha dichiarato: “In America c’è un sistema diverso e probabilmente non sarei stato in cella, forse sarei uscito su cauzione. La Tesoriera dei Radicali Irene Testa ha riferito all’Adnkronos: “Natale Hjort non si è lamentato delle condizioni in cella, ci è sembrato invece molto incuriosito della nostra iniziativa.

Avendo i genitori lontani, ci ha detto che li rivedrà probabilmente a settembre”.

Il sovraffollamento è il problema principale delle carceri italiane

Per quanto riguarda invece la situazione generale del carcere romano, la tesoriera Testa ha sottolineato le criticità del penitenziario, comuni a tante carceri italiane. Prima fra tutte, il sovraffollamento. Solo a Regina Coeli ci sono oltre 1000 detenuti, contro i 616 posti letto della struttura. In Italia, ci sono circa 10mila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. “E’ un carcere vecchio, ci sono reparti davvero fatiscenti, le celle sono molto piccole (tre metri quadri con più letti a castello).

In alcune ci sono muri davanti alla finestra. Troppi detenuti e pochi agenti penitenziari”, ha evidenziato la tesoriera Radicale. Poi, sul panorama generale italiano, ha aggiunto: “I detenuti in custodia cautelare superano il 31%. Va rivisto tutto il sistema, serve una vera riforma della Giustizia. Il carcere, d’altronde, non è che l’appendice di un assetto che non funziona”.