matteo salvini in piedi in senato

Arrivano a caldo le parole di Matteo Salvini, particolarmente interessato dal discorso in Senato di Giuseppe Conte, ormai quasi ex presidente del Consiglio dopo aver annunciato la volontà di rimettere il mandato nelle mani di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana. Una risposta per punti alle critiche non celate di Conte, che lo ha indicato come ministro dalla “grave carenza di cultura istituzionale“, nonché da tempo alla ricerca di un pretesto, all’indomani dalle elezioni europee, per mettere in crisi il governo.

Matteo Salvini risponde a Conte

Il primo a parlare dopo il duro e diretto discorso di Conte, è proprio Matteo Salvini tra gli applausi della Lega.

Venti lunghi minuti di orazione in cui per punti si è difeso dagli attacchi rivolti a lui da Conte: “Grazie finalmente, rifarei tutto quello che ho fatto. Con la grande forza di essere un uomo libero – dichiara Matteo Salvini – Quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani. In quest’aula ci sono uomini e donne liberi e un po’ meno liberi, chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero, è il sale della democrazia“. Sempre in riferimento a Conte: “Mi permetta però sentirmi dare, ed è una novità di oggi, mi spiace che lei mi abbia dovuto mal sopportare per un anno, mi ha descritto pericoloso, autoritario, preoccupante, opportunista, inefficiente, bastava dire il Saviano di turno“.

Porto a casa un’Italia più sicura

Noi abbiamo a cuore l’Italia che sarà non domani mattina in base ai sondaggi o ai social, l’Italia del 2050. La critica più surreale di tutte è stata “ma non si fanno le crisi ad agosto”, i parlamentare lavorano a ferragosto come lavorano tutti gli italiani – ribadisce Salvini – I problemi ci sono, è evidente, io presidente del Consiglio non parlavo male di alcuni colleghi ma da ministro dell’Interno per quanto pericoloso e autoritario, porto a casa un’ Italia più sicura“.

Discorrendo su tematiche calde, i punti salienti di quella che è sempre stata la corrente di pensiero di Salvini e della Lega, quali immigrazione, sanità, sicurezza allude al presunto “inciucio” tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico: “Se qualcuno da tavolino da settimane, se non da mesi, pensava ad un cambio di alleanza non aveva che da dirlo“. Ancora, Matteo Salvini: “Io penso che la via maestra sia sempre e comunque quella di chiedere il parere ai nostri datori di lavoro, il popolo italiano. L’iva non aumenta se si vota a ottobre e c’è il Governo in carica a novembre, funziona così in democrazia, si vota e il destino del Parlamento rimane nelle mani del popolo italiano“.

Salvini: “Si taglino i parlamentari e poi si va a votare

Alle accuse di Giuseppe Conte così risponde piccato Salvini: “Non ho capito i plurimi accenni del presidente al presunto disvalore di uscire anche dai palazzi per ascoltare gli italiani dove vivono e lavorano secondo me è fondamentale per un buon politico non perdere mai la voglia di ascoltare i cittadini“. “In quest’anno sono contento di aver cominciato a lavorare con lei l’anno scorso così come non coltiverà mai la rabbia e il rancore che in queste settimane sento da parte di qualcuno. L’amore vince sempre“, prosegue il ministro dell’Interno.

Alludendo alla volontà, da sempre espressa, di voler rimettere il futuro nelle mani del popolo: “Sono gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, gli unici presunti dittatori che vogliono il voto“. E ritornando sulla presunta volontà di allearsi tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico: “Spiegate agli italiani che cosa intendete fare nei prossimi 3 anni, secondo me è irrispettoso“. In ultimo, la chiosa finale: “Taglio deputati e poi voto. Si taglino i parlamentari e poi si va a votare“.