facce di salvini

La seduta in Senato di ieri in cui Conte, dopo una critico e severo richiamo a Matteo Salvini, ha annunciato la volontà di rimettere il proprio mandato di presidente del Consiglio a Sergio Mattarella, raggiunto al Colle in serata, è stato attentamente seguito dagli italiani.

Una crisi politica che palesa lo sconforto che si agita all’interno della classe politica, una decadenza dell’eloquenza e dell’ars oratoria che ha lasciato perplessi e smarriti gli italiani e che ha rifocillato la pancia mai troppo ghiotta del web, un popolo capace di trasformare la disperazione in sarcasmo, amaro scherno.

L’esito?Il ritratto di una crisi goffa e demoralizzante, un sempre attuale “ridere per non piangere“.

L’arma del sarcasmo trincia il Senato

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma gran bordello“, scriveva Dante nel Purgatorio oltre 700 anni fa, profetico e quanto mai attuale. Citazione che descrive perfettamente lo scenario politico odierno se non fosse per la cantica molto più similare, quella del Senato, all’Inferno. E se Conte, Salvini, Di Maio, Renzi possono essere paragonati ad anime dannate erranti per la selva oscura, i vari Dante e Virgilio 2.0 commentano e descrivono ciò che sentono e vedono su Twitter suscitando il riso laddove si agita la la decadenza.

Una morsa dalla quale non scappa nessuno.

I tweet più esilaranti non fanno sconti

Andando per ordine, l’umorismo come una lama affilata spezzetta in coriandoli la seduta del Senato e si insiste sul web sul discorso di Giuseppe Conte, articolato e dagli echi classicheggianti, contrapposto alla più venale replica di Matteo Salvini. L’ironia si spreca su Conte, molto apprezzato e al tempo stesso posto al centro della gogna social: la critica più diffusa lo accusa di aver reagito “tardi”, di aver preso parola dopo lunghi e disarmanti silenzi politici.

Così come non viene esentato Salvini, preso di mira per le sue “faccette” e non ne esce indenne nemmeno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Parola ai tweet più esilaranti: