parietti alba

La showgirl ancora una volta, non nasconde la sua grinta e la sua integrità. Non lo fa nemmeno tra le pagine di Libero, dove Alba Parietti ha parlato della delicata situazione politica attuale, ma anche dei costumi italiani, della cultura televisiva e di tutti coloro che gravitano attorno a questo universo. Non è la prima volta che lo spettacolo e la politica si intersecano tra social e giornali nell’ultimo anno. Ne è un esempio Lorella Cuccarini, che definita sovranista ha più volte espresso il suo parere. E la Parietti non perde occasione per dire la sua in merito anche a questo.

Ne è uscita fuori un’aspra critica nei confronti della televisione moderna. Secondo Alba a saperla fare, oggi, sono rimasti davvero in pochi.

Sempre coerente

Come afferma ricordando la querelle con Selvaggia Lucarelli, la Parietti dice sempre quello che pensa. La coerenza per lei è un valore fondamentale e sa che è anche la chiave per una giusta convivenza con i suoi nemici. Esponente di sinistra, si rende conto di averne tanti di nemici politici. “Mi rispettano perché sanno che sono coerente“.

La situazione oggi è più delicata che mai e analizzandola la Parietti ha dichiarato: “Molto spesso il proletariato si trova molto più vicino a Salvini perché non si vede riconosciuti i diritti. Lo Stato non garantisce il welfare, l’ascensore sociale è inesistente e sembra che per crescere sia necessario fare qualcosa di illecito e non passare attraverso lo studi“.

La critica alla televisione

Ancora più pessimista il quadro dell’ambiente televisivo, così come Alba lo descrive. Un mondo dove la meritocrazia non ha alcun peso. “Mi domando come faccio a fare questo mestiere senza avere avuto un padrino.

Chi fa una bella carriera solo per meriti personali viene sottovalutato e superato da chi ha gli amici più potenti“.

Pensando ai vecchi tempi ribadisce: “C’era la possibilità di imparare un mestiere, ma bisognava studiare. Adesso la gavetta da cosa è rappresentata, dai reality? Chi ha delle qualità e fa queste trasmissioni viene bruciato senza possibilità di crearsi una vera carriera” Poi la stoccata finale: “Le persone che veramente sanno fare bene televisione sono il 10%. Molto spesso la gente è intercambiabile, a seconda dello schieramento politico, e questo abbassa il livello generale“.