moonbird, un ultraleggero

Come in terra così in cielo. Moonbird e Colibrì, due ultraleggeri delle ong che si occupano di monitorare il Mediterraneo dall’alto, non voleranno più per lo “stop” ricevuto. A riportare la notizia è La Repubblica che rende noto come, secondo quanto deciso dall’Enac – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – gli ultraleggeri potranno essere usati solamente per “attività ricreative e non professionali. Dura la replica della Sea-Watch che attacca Enac e più generalmente il governo italiano: “Evidentemente dà fastidio che gli occhi della società civile sino tanto in mare quanto in aria“.

Enac blocca Moonbird e Colibrì

Il decreto sicurezza bis è legge sulla terra ma le sue estensioni sono alte, sino al cielo e in suo favore sembra esserci la burocrazia. L’Enac ha di fatto bloccato 2 aerei, 2 ultraleggeri – Moonbird e Colibrì – di 2 ong che da tempo si occupano di monitorare la situazione nel Mediterraneo. Un contributo fondamentale per gli avvistamenti che altrimenti sarebbero difficili via mare ma anche per l’invio della corretta posizione delle imbarcazioni in caso di avaria permettendo così un intervento più rapido da parte dei soccorritori.

Usati solo per attività ricreative e non professionali

Un contributo fondamentale che verrà però ora a mancare e che si aggiungerà alla cecità creata dal decreto sicurezza bis, opera magna di Matteo Salvini. “Le norme nazionali impongono che quei veicolo possano essere usati solo per attività ricreative e non professionali“, sottolinea l’Enac, giustificando il blocco. Uno “stop” che non permette dunque ai 2 ultraleggeri – il Moonbird, un Cirrus Sr22 della Humanitarian Pilote Initiative, da anni spalla della ong Sea-Wath e il Colibrì, velivolo a elica della Pilotes Volontaires – di decollare dall’Italia.

Non una postilla se si osservano i dati raccolti da Il Giornale che conferma almeno 78 missioni aeree dall’inizio del 2019, oltre 50 dall’Italia, precisamente da Lampedusa.

La dura replica della Sea-Watch

Quello che viene a mancare per l’Enac è la certificazione, incongrua rispetto agli standard: “È in possesso di un permesso di volo speciale che non gode di un riconoscimento per condurre operazioni su alto mare. È stato inoltre oggetti di modifiche significative di cui non abbiamo tracciabilità – diffone l’Enac – Quelle di Search and Rescue sono operazioni professionali che richiedono un regime autorizzativo, non compatibile con gli aeromobili di costruzione amatoriale“.

Di fronte al blocco, la portavoce della Sea-Watch non tace e anzi, punta il dito contro Enac, contro la burocrazia italiana e più in generale contro le politiche sui migranti dello Stivale. “Ci viene da pensare – si legge su Open, le parole di Giorgia Linardi, responsabile di Sea-Watch ItaliaChe dietro a queste complicazioni burocratiche ci sia la volontà politica di fermare le attività di ricognizione“.

*immagine in evidenza: Moonbird. Fonte/Twitter Sea-Watch Italy (dimensioni modificate)