mike bongiorno e sergio mattarella

Ricadeva ieri, domenica 8 settembre, il decimo anniversario della morte di Mike Bongiorno. Icona televisiva, mattatore e fuoriclasse, il grande Mike con la sua “Allegria” ha segnato intere generazioni, divenendo nell’immaginario collettivo mito immortale.

Tante iniziative sono state allestite in questi giorni per ricordare la sua memoria. Moltissimi tra vip e parenti hanno voluto omaggiarlo con un pensiero. Ieri, sull’account Twitter del Quirinale, è comparsa anche una dichiarazione ufficiale del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il ricordo di Mattarella

Nel testo il Presidente della Repubblica manifesta il suo desiderio di unirsi al ricordo di tutte le persone che hanno conosciuto Mike o che comunque sono state a lui molto vicine.

Dieci anni sono trascorsi dalla scomparsa di Mike Bongiorno. Ai familiari e a quanti gli erano legati da stima e amicizia desidero anzitutto esprimere la mia vicinanza e la condivisione del ricordo” comincia la nota.

Mike il mito

L’esigenza di ricordare una personalità come Mike Bongiorno nasce dal ruolo che quest’ultimo ha rivestito nella storia della televisione e dello spettacolo italiano. “Il nome e la personalità di Mike Bongiorno hanno segnato gli esordi della televisione italiana e ne hanno accompagnato lo sviluppo per oltre mezzo secolo”.

Quando è nata la televisione Mike era lì. “Della tv Mike Bongiorno è stato dapprima un pioniere e quindi un vero e proprio simbolo, una popolarissima icona che con modi semplici e ironia ha saputo parlare agli italiani di diverse età”.

Bongiorno, con la sua esperienza, è stato testimone non solo degli albori di questo nuovo fenomeno di massa, ma ne ha seguito gli sviluppi, ricorda Mattarella, dimostrando di sapersi adattare alle repentine trasformazioni dei meccanismi televisivi.

Ha tenuto a battesimo le trasmissioni della Rai e poi la stagione del pluralismo delle emittenti televisive. Non si è mai fermato nelle sue sfide professionali: progettava ancora nuovi programmi su nuove piattaforme quando le forze gli sono venute meno. I suoi motti, i suoi quiz, la sua “allegria” resteranno nella storia delle comunicazioni“. Tutto questo ha consacrato il mito.