Giuseppe Conte in aula

A pochi minuti dalle parole di Matteo Salvini che ha da poco concluso il suo discorso in Senato, arrivano le parole di Giuseppe Conte già reduce da un lungo colloquio alla Camera ieri quando di fronte ai deputati ha presentato l’esecutivo chiedendo la fiducia che è arrivata poi in tarda serata.

Giuseppe Conte in Senato

Giuseppe Conte ha appena iniziato a parlare a Palazzo Madama, sede del Senato e le sue parole arrivano immediatamente dopo il lungo, tagliente e venale discorso di Matteo Salvini che si è pronunciato apertamente sull’esecutivo che solamente ieri sera ha conquistato la fiducia alla Camera. Fin da subito quello di Salvini è stato un discorso mirato ad attaccare il nuovo governo giallo-rosso che trova rappresentazione fisica nel volto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Tutti possiamo convenire che ci è ancora molto preziosa la sua personale testimonianza su una delle pagine più buie sulla storia del ‘900 – intona Conte sulla Segre – Ho anticipato che questo governo si farà garante anche di un linguaggio più consono e più rispettoso, di un clima di dialogo tra cittadini e istituzioni“.

La replica di Conte a Matteo Salvini

Conte poi, rivolgendosi a Matteo Salvini con le stesse identiche difficoltà riscontrate ieri alla Camera, tra urla e cori contro di lui: “Ha ritenuto nell’ordine di attivare una crisi di governo e questo è pienamente legittimo e ha ritenuto ancora di poter unilateralmente decidere di portare il Paese alle elezioni, alla campagna elettorale da ministro dell’Interno e ancora, arbitrariamente di concentrare definitivamente nelle proprie mani pieni poteri”.

Il contrattacco al leader della Lega

Se questo era il progetto è comprensibile che chiunque l’abbia ostacolato, tutti coloro che l’hanno ostacolo pur nel rispetto della Costituzione, per responsabilità ed evitare al Paese una grave incertezza politica ed economica-sociale, tutti costoro siano diventati nemici“, taglia netto il presidente del Consiglio.

Sempre in riferimento a quanto pronunciato in questi giorni dalla Lega: “Gli amici di ieri, gli interpreti del cambiamento non diventano avversari, diventano nemici – chiosa Conte per poi rivolgersi poi ancor più miratamente al leader della Lega – Assegnare ad altri le proprie colpe è un più limpido e lineare discorso per rimanere deresponsabilizzati a vita, per non confrontarsi con le conseguenze delle proprie decisioni. Un modo per conservare la propria leadership e scacciare via gli errori politici“.

Investimenti necessari per il futuro

Sul programma di governo, insiste Conte sul necessario e cruciale bisogno di un cospicuo numero di investimenti che guardino al futuro. “Dovremo fare di tutto per confidare di poter realizzare le riforme che stanno tanto a cuore al nostro Paese. Quello che riusciremo a costruire in questa legislatura andrà a beneficio di tutti gli italiani. Vogliamo modificare, rivedere il patto di stabilità e crescita. Vogliamo che ci siano maggiori piani di investimento per quanto riguarda le tante periferie dell’Europa. Vogliamo che l’Europa investa più cospicuamente nel continente africano. È impensabile che l’Europa investa una misura molto meno consistente rispetto a quello che investe la Cina in Africa“. 

Scuola, università e ricerca

Poco dopo l’attacco a Salvini, la ripresa di Conte sul ruolo degli investimenti nella scuola, nell’università e più in generale sul futuro dell’Italia: “Sono contento perché è stato riconosciuto che questo programma rimarca molto l’importanza di investire nella scuola, nell’università e nella ricerca. Il nostro obiettivo non è solo investire di più ma investire meglio nella conoscenza perché il volto futuro dell’Italia verrà disegnato soprattutto da quello che riusciremo a fare in termini di investimenti in questo comparto“. 

Imprese e lavoratori: la manovra fiscale

Conte: “Vogliamo orientare il Paese verso un’economia circolare. Per questo nella prospettiva delle riforme anche costituzionali, ci impegneremo a inserire il principio di tutela dell’ambiente, il rispetto della biodiversità e dello sviluppo sostenibile“. Per quanto riguarda la riforma fiscale, imminente: “La vogliamo impostare con riguardo ad un incentivo per le imprese. Non vogliamo siano dissuase dal crescere per una tassazione più pesante. Vogliamo rendere il fisco amico delle imprese oltre che dei cittadini, alleggerire la pressione fiscale, quando ragioniamo di un cuneo fiscale a vantaggio del lavoratore è perché siamo consapevoli che le risorse scarseggeranno, ed è chiaro che immaginiamo un intervento a totale vantaggio dei lavoratori ma ci auguriamo di avere maggiori risorse anche a favore delle imprese“.

Affidi illeciti, Conte: “Obiettivo senza colore politico

Largo spazio poi, nel corso del discorso del presidente del Consiglio, alla questione degli “affidi illeciti”. “Ovviamente il governo non entra in merito delle inchieste in corso e la politica non si sovrappone alle inchieste giudiziarie. Una misura è stata già adottata: è stata istituita presso il Ministero di Giustizia “giustizia per la protezione dei minori”. Riteniamo urgente un monitoraggio della legislazione vigente e un più efficace censimento degli affidi“. A conclusione di questa parentesi, Conte: “Questo non è un tema di opposizione o maggioranza. Dobbiamo creare sicuramente una banca data nazionale per gli affidi in modo da poter incrociare i dati e rilevare eventuali anomalie già dall’incrocio dei dati. Ovviamente siamo disponibili in ragione di questo obiettivo, che non ha colore politico, anche a condividere proposte e misure in questa direzione“.

Sull’immigrazione: “Basta allo slogan ‘porti aperti’ – ‘porti chiusi'”.

Io chiedo a tutte le forze e a tutti i cittadini, d’ora in poi evitiamo di concentrarci ossessivamente sullo slogan ‘porti aperti’ e ‘porti chiusi’, ha tuonato Conte. “Il tema dell’immigrazione è un tema sul quale abbiamo già chiarito che lavoreremo su un piano multilivello come merita, quindi intensificheremo la cooperazione con i Paesi di origine dove origine hanno i traffici illeciti – prosegue – Lavoreremo con i Paesi in cui transitano, lavoreremo per contrastare soprattutto i traffici illeciti perché è una tratta inumana, lavoreremo per contrastare l’immigrazione clandestina perché uno Stato sovrano ha diritto a regolamentare gli accessi nei suoi confini”.

Modificare il regolamento di Dublino

In conclusione, sempre sul tema dell’immigrazione: “Lavoreremo per consentire una più completa integrazione a chi abbia diritto di stare nel nostro territorio. Questo tema quindi va gestito anche a livello europeo per modificare il regolamento di Dublino“.