Cadaveri trovati Messico immagine di repertorio

In un pozzo nello Stato messicano di Jalisco sono stati trovati 119 sacchi con resti umani. Non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima. Il Messico è stato più volte soprannominato “una grande fossa comune” che ribolle nelle proprie viscere di cadaveri. Molti dei quali aspettano ancora di essere identificati.

Il ritrovamento dei sacchi con dentro almeno 44 persone

La notizia del ritrovamento di 119 sacchi con resti umani all’interno, è stata data ieri da diverse testate internazionali e da EFE, l’agenzia di stampa spagnola. I cadaveri di almeno 44 persone giacevano in un pozzo situato nello Stato occidentale di Jalisco.

Il numero corrisponde ai resti identificati finora dall’Istituto di scienze forensi di Jalisco, ma mancano ancora i risultati di molti esami. Sono stati registrati 9 corpi completi, 17 incompleti, 9 test e 9 tronchi di persone diverse. Si legge su Diario Libre che le autorità hanno fatto sapere: “Ci sono ancora diversi pezzi che gli esperti stanno esaminando“. Il numero potrebbe quindi aumentare. Il modo in cui i corpi sono stati depositati e nascosti rende più difficili le operazioni di identificazione.

Il pozzo in cui erano nascosti i cadaveri

I sacchi che contenevano i cadaveri sono stati ritrovati perché dal pozzo in cui erano stati nascosti fuoriusciva un odore disgustoso.

BBC Mundo riporta che il primo segnale è stata una moltitudine di mosche che provenivano da una fattoria abbandonata nel bosco di La Primavera. Periferia che si trova a 35 minuti dalla capitale Guadalajara. Inizialmente la gente del posto aveva pensato a un animale morto, successivamente è stata fatta una segnalazione alle autorità. Così, dopo una settimana di ricerche, nel pozzo profondo circa 20 metri sono stati ritrovati i resti umani in dei sacchi della spazzatura. Negli ultimi anni in quest’area verde sono state trovate diverse fosse clandestine, nonché laboratori in cui venivano prodotte droghe come le anfetamine.

La violenza nello Stato di Jalisco

Secondo alcuni esperti, questo nuovo ritrovamento è un segno dell’escalation della violenza nello Stato di Jalisco. Francisco Jiménez Reynoso, ricercatore del Centro universitario di scienze sociali e umanistiche dell’Università di Guadalajara, ha detto a BBC Mundo: “È un sintomo emblematico dell’impunità e dell’inefficienza delle autorità. Tutte le scoperte sono dovute a denunce dei cittadini, come in questo caso“. E ha aggiunto: “Il comune denominatore è che le persone sentono odori sgradevoli nei loro dintorni, denunciano, e solo a quel punto le autorità vanno in quei luoghi“. Secondo le organizzazioni civili, negli ultimi anni oltre 8.000 persone sono scomparse a Jalisco. Solo quest’anno sono stati trovati altri 15 siti come questo in diversi comuni dello Stato, e probabilmente sono molti di più quelli sconosciuti. Nel maggio scorso sono stati rinvenuti i resti di altre 34 persone.

Un rapporto del governo messicano presentato il 30 agosto indica che dal 2006 fino alla metà di agosto 2019 sono state rinvenute 3.024 tombe clandestine. Almeno 4.974 corpi sono stati trovati in tutto il Paese, principalmente negli stati di Tamaulipas, Chihuahua, Guerrero, Sinaloa e Jalisco.

I parenti delle persone scomparse

A causa dello stato in cui sono stati trovati i resti, si proverà a identificarli con il test del DNA. Tale processo può richiedere diversi mesi. Organizzazioni come Familias Unidas por Nuestros Desaparecidos Jalisco – Fundej (Famiglie unite per i nostri scomparsi) credono che quella del bosco di La Primavera sia la più grande tomba clandestina ritrovata nello Stato. Intanto i media hanno già definito il sito “il pozzo degli orrori“. Il collettivo Fundej ha chiesto al governo federale “aiuto urgente per capire se si tratta dei loro parenti scomparsi. Le famiglie hanno, inoltre, lanciato un appello per non essere lasciati soli ad affrontare l’ennesimo ritrovamento.