Bruno Vespa nello studio di Porta a Porta

È un’intervista che solleva polemiche quella andata in onda ieri sera a Porta a Porta: Bruno Vespa ha voluto portare al centro dell’attenzione la storia di Lucia Panigalli, la donna che da decenni ha smesso di vivere nel momento esatto in cui l’uomo con cui si è frequentata per 6 mesi ha iniziato a rovinarle la vita. Due i tentativi di Mauro Fabbri di ucciderla: il primo di persona quando provò ad assassinarla; il secondo quando l’uomo si trovava in carcere e assoldò un sicario che però denunciò tutto.

Lucia Panigalli, una vita sotto scorta per paura dell’ex

Lucia Panigalli, costretta a vivere sotto scorta e che qualche giorno fa aveva affidato a Estense.com la paura che nutre nei confronti dell’uomo, attualmente a piede libero e che teme possa ucciderla: “È come vivere un cancro, in attesa di morire“, è stata ospite di Bruno Vespa le cui parole e gesti hanno però suscitato forte amarezza nel pubblico che ha trovato fuori luogo i toni e i modi con cui il giornalista ha condotto l’intervista e trattato un tentato omicidio tratteggiato con i medesimi confini di una storia d’amore finita male.

Un rapporto di un anno e mezzo quello tra la Panigalli e Fabbri, poi la decisione della donna di lasciarlo per incompatibilità caratteriali e l’ira di Fabbri poi riversata contro di lei con la violenza, un volto coperto e un coltello in mano.

Condannato per tentato omicidio a 8 anni e 6 mesi, anche dal carcere Fabbri non abbandonò l’intenzione di voler uccidere l’ex compagna e ne commissionò l’omicidio offrendo ad un sicario 25mila euro.

Un ex violento libero e a 4 km da casa

Per questo preciso fatto, la commissione dell’omicidio, l’uomo non è mai stato punito: la finta rapina che il sicario avrebbe dovuto inscenare per uccidere la Panigalli e facendo passare il tutto per un incidente, rimase sempre e solo un progetto, un’intenzione mai concretizzata motivo per cui per la legge non può essere punibile.

Per il primo tentato omicidio, l’uomo avrebbe dovuto rimanere in carcere fino al 2020 ma la buona condotta gli ha permesso di uscire 2 anni prima e ora è un uomo a piede libero che continua a vivere a 4 km dalla donna che ha cercato di uccidere 2 volte e alla quale ha rovinato la vita.

Bruno Vespa e l’intervista che genera polemiche

Fin dall’apertura riservata alla Panigalli, le parole del giornalista Rai sono risultate scomode: “Lei si trova in una condizione abbastanza paradossale, lei è fortunata perché sopravvissuta in qualche modo mentre tante donne vengono uccise“. Non è politica, non è l’ennesima bagarre tra banchi parlamentari tra Giorgia Meloni e Matteo Renzi, tra Conte e Salvini, è una donna vittima di violenza che ha visto la sua vita, la sua libertà distrutta da un uomo che ha provato ad ucciderla 2 volte e che ora è libero e quindi anche libero di poterla uccidere di nuovo, eppure i toni del giornalista appaiono molto leggeri, molto poco sorvegliati.

Un fare conturbante per l’imprudenza contornato da sorrisi accennati a margine di un racconto drammatico: “Secondo le intercettazioni, secondo quello che è venuto fuori, voleva ucciderla di nuovo. Soltanto che è stato assolto perché come diceva l’avvocato del suo ex compagno, se due persone si mettono d’accordo per fare un delitto e poi non lo fanno non sono punibili. Ma questo non la lascia per niente tranquilla evidentemente“, conclude qui Vespa con un sorriso che non si spiega. Come non trova ragione quell’ “evidentemente” finale, come se potesse forse non essere così.

L’amore non genera violenza

La Panigalli, raccontando la tragedia, spiega come l’uomo negli anni non abbia mai abbandonato l’intenzione di ucciderla così come mai le è arrivato un cenno di pentimento per quanto da lei subito o delle scuse. Un discorso interrotto dalla chiosa di Vespa che sopraggiunge, ancora una volta, con un velato sorriso: “È stato assolto, in primo grado, in secondo grado, quindi poi è diventata definitiva, è innocente da questo punto di vista“.

Giustamente la Panigalli non concorda sul definirlo innocente e mostra le sue perplessità a riguardo ma la ripresa di Vespa ha nuovamente toni comici: “Si era messo d’accordo per fare una certa azione nei suoi confronti però non l’ha fatta e quindi secondo la giustizia è innocente“. “Lei peraltro a differenza di molte altre donne, lei è protetta“, la rimarca Vespa sottolineando quella “fortuna” di cui godrebbe la Panigalli che già era stata accennata al principio dell’intervista.

Finché morte non ci separi

La Panigalli manifesta di temere di poter essere uccisa da un uomo che non ha mostrato lucidità, che ha già provato ad ucciderla quando aveva provato a lasciarlo dopo un flirt adulta durato 18 mesi ma Vespa la interrompe di nuovo: “Beh ma 18 mesi sono un bel flirtino però. La Panigalli si concentra su come l’ex sia stato assolto perché il reato non è previsto dalla legge e non per insussistenza. Una storia di violenza, un tentato omicidio che assume toni tragicomici e che sembra a tratti esser maneggiato dal giornalista come una storia d’amore finita male: “Ma era così follemente innamorato di lei da non volerla dividere se non con la morte di fatto. Finché morte non ci separi“. La Panigalli giustamente pretende rispetto e rabbrividisce: “Quando sento paragonare l’amore a questi fatti mi si accappona la pelle” eppure, la domanda immediatamente successiva lo evidenzia nuovamente: “Quanto è durata la vostra storia d’amore?”.

L’abisso: “Se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe uccisa, dai

E ancora, mentre la Panigalli racconta nel dettaglio l’aggressione subita, un’ennesima incursione di Vespa: “Se avesse voluto ucciderla l’avrebbe uccisa, dai“, chiosa che lascia senza parola per qualche secondo la Panigalli, spiazzata portata quasi a giustificare la paura. Una superficialità di fondo che è stata contestata a vario titolo dagli spettatori di Porta a Porta: “Una donna che ha subito violenze, fino al tentato omicidio, e che è costretta a vivere sotto scorta. E un giornalista che sminuisce e arriva a dire: ‘Però se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe uccisa‘. Una vergogna per il Servizio Pubblico“.