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Continua l’indagine sull’episodio avvenuto il 30 luglio a Milano Marittima, quando un giornalista di La Repubblica ha cercato di riprendere il figlio dell’ex ministro Matteo Salvini mentre faceva un giro sulla moto d’acqua della Polizia. La Procura di Ravenna ha interrogato ieri, in presenza degli avvocati difensori, tre poliziotti coinvolti. I reati ipotizzati dai magistrati sono due: per quanto riguarda il trattamento subito dal giornalista Valerio Lo Muzio, l’accusa potrebbe essere di violenza privata tentata o consumata. L’uso della moto d’acqua in modo indebito potrebbe comportare l’accusa di peculato d’uso.

Moto d’acqua, indagati 3 poliziotti: ira di Salvini

Il leader della Lega è intervenuto in merito all’indagini della Procura di Ravenna su 3 dei agenti della scorta coinvolti nell’episodio della moto d’acqua.

I poliziotti hanno tentato di impedire le riprese al video-reporter di Repubblica a Milano Marittima. La Questura di Ravenna ha concluso gli accertamenti interni in corso da subito dopo l’episodio, e inviato gli atti a Roma e Livorno, che hanno competenza sugli agenti coinvolti. In tutto gli accertamenti hanno coinvolto 3 agenti della scorta e 2 poliziotti responsabili della moto d’acqua su cui ha fatto un giro il figlio dell’ex ministro dell’Interno. Gli agenti sono stati identificati dopo la richiesta inoltrata al Viminale.

Matteo Salvini è subito intervenuto sulla notizia: “3 poliziotti indagati. Li conosco. Per cosa? Per il giro di 5 minuti sulla moto d’acqua di mio figlio. Indagati. Mi vergogno, manco fossero spacciatori. Prendetevela con me, non con loro“, ha detto durante una diretta Facebook.

Cosa è l’affaire della moto d’acqua

La vicenda ha fatto molto discutere: il figlio 16enne di Matteo Salvini, allora ministro dell’Interno, è stato ripreso mentre faceva un giro in moto d’acqua della Polizia insieme ad un agente a Milano Marittima.

Il giornalista che stava facendo le riprese è stato fermato da altri agenti presenti in spiaggia, che non si sono identificati e hanno intimato al reporter di smetterla di riprendere.

La polemica ha travolto il vicepremier, mettendo in dubbio sia i metodi dei poliziotti sia l’opportunità dell’uso del mezzo delle forze dell’ordine.