Lucia Panigalli e Bruno Vespa

Bruno Vespa nel pieno di una tormenta polemica per la conduzione dell’intervista a Lucia Panigalli, vittima di tentato femminicidio ospite di Porta a Porta il 17 settembre scorso. Sotto il fuoco delle critiche alcune affermazioni del giornalista, che avrebbero indotto a una ‘minimizzazione’ pericolosa della violenza sulle donne e a una deriva deontologica senza precedenti nella storia della Rai. Dalla Commissione pari opportunità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti una netta presa di posizione contro “modi e linguaggio” usati dal conduttore, che sarà sottoposto a procedimento disciplinare. La donna ha espresso il suo parere a margine dell’accaduto, intervenendo ai microfoni di Adnkronos e Ansa.

Lucia Panigalli: “Mi sono sentita male”

Quando mi sono rivista a casa mi sono sentita veramente male e offesa, non solo per me ma per tutte le donne che, come ha detto Vespa, ‘non sono state fortunate come me’“.

È uno stralcio significativo dell’intervento di Lucia Panigalli ad Adnkronos, a margine dell’intervista di Bruno Vespa diventata un caso giornalistico per modi e toni introdotti nel confronto.

La donna, ospite della trasmissione Porta a Porta il 17 settembre scorso, è vittima di un tentato femminicidio. Il suo incubo si è materializzato nel 2010, dopo la fine di una storia di 18 mesi con un uomo che l’ha aggredita con un coltello, squarciandole il volto e provocando una devastazione totale nel corpo e nell’anima.

Una vita sotto scorta

Oggi lui è in libertà vigilata e vive a pochi chilometri dalla sua vittima, dopo aver scontato 8 anni e mezzo di carcere. Una situazione esplosiva, davanti alla quale la donna si sente continuamente esposta con il terrore che ill suo ex porti a termine il suo terribile proposito omicida.

Lucia Panigalli vive sotto scorta e le parole utilizzate da Bruno Vespa sono state per lei difficili da metabolizzare. Lo ha spiegato all’Ansa: “Nell’immediato non sono riuscita a capire cosa mi aveva tanto infastidita.

E solo in seguito ho realizzato che non mi sono state poste le domande che mi aspettavo dopo i lunghi colloqui con la redazione“.

E ancora, ad Adnkronos ha definito i modi del conduttore come un comportamento che ci si aspetterebbe dalle “persone della strada, non da un professionista“.

Odg, Usigrai e Fnsi contro Vespa

Ordine dei giornalisti, Sindacato Rai e Federazione nazionale della stampa hanno condannato fermamente quanto accaduto a Porta a Porta. Il quesito di fondo è uno: “Come è possibile, alla luce del ruolo che la Rai svolge al servizio delle cittadine e dei cittadini, che possa venire tollerata una tale, distorta, tossica rappresentazione della violenza contro le donne?“.

Vespa ha reagito dicendosi “sorpreso e indignato” per gli effetti della sua intervista a Lucia Panigalli, ma questo non lenisce i contorni di una querelle che rischia di travolgerlo dal punto di vista umano e professionale.

La Rai pronta a fare chiarezza

Anche l’ad Rai, Fabrizio Salini, ha espresso critiche per quanto accaduto nel programma. Nel condividere la contrarietà ai toni dell’intervista, ha aggiunto che sarà sua premura garantire tutti gli approfondimenti utili a fare chiarezza sulla vicenda.

Prendo atto – ha concluso Salini – che lo stesso Vespa si è scusato per gli equivoci. Ribadisco che la Rai e tutte le sue strutture devono aderire alla linea editoriale dell’azienda che condanna fermamente la violenza“.