29enne condannato per abusi su due bambine 12enni (Immagine di repertorio)

Pare ci sia stato un licenziamento nella Val d’Enza: si tratta di Cinzia Magnarelli, l’assistente sociale che per prima parlò del “metodo Foti” e raccontò di come fosse stata spinta a ritoccare le relazioni sulla base delle quali i bambini venivano tolti alle famiglie.

La donna ha potuto, grazie alla sua collaborazione, continuare a essere in servizio: adesso è arrivato il licenziamento. Non ci sono, però, dichiarazioni ufficiali che leghino il licenziamento alla sua collaborazione con le forze dell’ordine nel caso Angeli e Demoni.

Lo scopo era allontanare il bambino dal nucleo famigliare

Fin dal primo momento, si era parlato del fatto che le relazioni di psicologi e assistenti sociali che finivano in Tribunali descrivessero situazioni di abusi e disagio che non corrispondevano alla realtà dei fatti.

Queste relazioni erano redatte da professionisti come Cinzia Magnarelli, che ha raccontato come il “metodo Foti” fosse improntato sul risolvere situazioni di difficoltà delle famiglie non cercando di assistere il nucleo famigliare, bensì puntando all’allontanamento dei bambini dai genitori. Magnarelli aveva infatti spiegato. “Laddove certe problematiche si sarebbero potute risolvere con il supporto alle famiglie, si prediligeva comunque la valorizzazione degli elementi che potevano portare a una richiesta di trasferimento del bambino a sede diversa da quella familiare”.

Aveva chiesto il trasferimento per non subire più pressioni

Magnarelli, rendendosi conto delle gravi conseguenze che questo sistema comportava, aveva cominciato a reagire al medesimo creando tensioni con i superiori: “Il lavoro che facevo all’interno dell’equipe veniva criticato dai miei superiori. Nelle relazioni che sarebbero poi state mandate alla magistratura c’era sempre una predilezione per una visione dell’educazione del bambino scollegata dalla famiglia. Non veniva ritenuto equo e adatto il supporto all’interno della famiglia”.

 

La situazione, per Magnarelli, era diventata insostenibile al punto che aveva chiesto il trasferimento, e lo aveva ottenuto a settembre 2018. Alla base delle modifiche che operava sulle relazioni, la donna pone comunque le pressioni che subiva: “È vero, ho modificato quelle relazioni ma l’ho fatto a causa delle pressioni che subivo dai miei superiori. Mi sono adagiata per del tempo ma poi non ce la facevo più: per questo ho chiesto il trasferimento”.