bianca berlinguer

Un ritorno agguerrito quello di Bianca Berlinguer sul piccolo schermo che, durante la prima puntata della nuova stagione di Cartabianca non si è lasciata scappare l’occasione di punzecchiare la concorrenza in merito al tema degli ascolti. Ospite della puntata Gianluigi Paragone, giornalista e conduttore televisivo da poco rimosso dal suo ruolo nel comitato di vigilanza in Rai.

Bianca Berlinguer punzecchia Floris

Cartabianca, condotto da Bianca Berlinguer su Rai 3, è ritornato dopo la pausa estiva. Il programma è diventato un appuntamento fisso in cui la conduttrice discute dei temi politici del momento insieme ai suoi ospiti.

Nella puntata di martedì scorso uno di questi era Corrado Augias, che ha espresso la sua opinione sul nuovo governo e sulle nuove politiche adottate in tema di immigrazione.

Quando al termine del suo intervento è partito un applauso caloroso per l’ospite la conduttrice ha tenuto a precisare: “Noi di applausi non ne facciamo molti, non esageriamo. Meglio pochi sensati che tutto un applauso dall’inizio alla fine”. La Berlinguer non si è lasciata sfuggire una frecciatina dedicata al diretto rivale, Giovanni Floris, che su La7 conduce DiMartedì, programma nel quale è peculiare l’utilizzo dell’applauso come indicatore di percentuale di gradimento.

Stando ai dati poi, il programma di Floris ha battuto quello della Berlinguer di 1 punto percentuale nello share. Stando ai dati infatti Cartabianca ha totalizzato il 5,5% di Share, mentre DiMartedì il 6,6 %. Da qui si presume la frecciatina della conduttrice.

Gianluigi Paragone contro il governo

Fra gli ospiti di puntata anche Gianluigi Paragone. L’ex membro della commissione di vigilanza Rai è stato da poco sostituito da Francesca Flati, M5S, nel suo ruolo. Dietro tale decisione ci sarebbe la posizione di Paragone, contrario al patto di governo con il PD, che aveva sollevato malumori all’interno del Movimento, tanto da venire sollevato dal suo incarico da parte dei vertici del partito, appunto.

Paragone aveva anche espresso la volontà di lasciare il Movimento, decisione non ancora messa in atto.

Un Movimento è bello perché sfugge alle logiche di partito. Non bisogna cristallizzarsi in un partito, dove è più difficile fare la sintesi. L’idea di correnti mi fa venire il mal di testa” ha detto Paragone, che sulla tenuta del nuovo governo giallo-rosso dice: “Questo è un governo di Palazzo che, a prescindere dalla sua durata, terrà puntellata la legislatura.

Farà le riforme che chiede l’Europa. E, se anche cadrà, non si tornerà a votare”.