Savino e Alessia Marcuzzi

Le Iene sono pronte a tornare: dopo un ultimo brutto periodo caratterizzato dalla scomparsa della conduttrice Nadia Toffa, al timone del programma di Italia 1 dal primo ottobre ci saranno di nuovo Alessia Marcuzzi e Nicola Savino.

I due insieme dal Festivalbar

Nicola Savino è pronto a diventare una iena, di nuovo: a TV Sorrisi e Canzoni il conduttore, attore ed ex inviato del programma ha raccontato sensazioni e novità di questa nuova edizione del programma, a partire dal rapporto con Alessia Marcuzzi, che recentemente ha dovuto vedersela con degli haters.

“Con Alessia amiamo prenderci in giro. Io irrido lei, lei irride me e così via a forza di sarcasmo e battute – dice Nicola Savino – Non dovrei dirlo perché si tratta di una signora, ma la conosco da molti anni. Abbiamo fatto anche alcuni Festivalbar in cui ero il suo autore”.

Su quei tempi, Savino aggiunge scherzosamente che sì, c’era lui dietro quello che diceva sul palco Alessia Marcuzzi: “Le ho fatto dire: “Ed ecco a voi i Pooh” con le mie parole.” I due sono già stati affianco nel corso della scorsa edizione, dove Savino si alternava nel ruolo di co-conduttore.

A condurre la puntata del martedì ci sarà ancora la Gialappa’s Band, mentre il giovedì al trio composto da Giulio Golia, Filippo Roma e Matteo Viviani quest’anno si alterneranno Veronica Ruggeri, Roberta Rei e Nina Palmieri.

La dura vita degli inviati sul campo

Sempre nell’intervista a TV Sorrisi e Canzoni, Nicola Savino ha raccontato della differenza che passa tra condurre Le Iene ed esserne uno degli inviati sul campo: “In studio sono lustrini e paillettes, ma in esterna è dura.

Anche fisicamente. – ha raccontato il conduttore, già autore del programma dal 1998 al 2002 – Devi fare appostamenti, non avere paura di niente, è tosta”. Fondamentale quindi il ruolo del conduttore: “Gli inviati sono quelli che ci mettono la fatica fisica. Io e Alessia Marcuzzi, invece, ci mettiamo il sorriso, siamo una sorta di Ministero della Leggerezza”.

Tra i servizi realizzati da Savino ai tempi in cui era inviato sul campo, anche uno nella sede della Lega Lombarda, “una goliardata” rispetto a quanto devono affrontare le Iene di oggi, “che se va bene beccano un pedofilo e se va male si ritrovano faccia a faccia con un mafioso”.

I vigili, l’arbitro e… Il pollo arrosto

Stimolato sull’espressione di uso comune “diventare una iena, Nicola Savino ha poi fatto sapere quali sono le figure che, nel quotidiano, ricordano l’animale simbolo del programma: “Le iene sono il vigile urbano, l’arbitro, quelle figure che magari ti fanno arrabbiare ma allo stesso tempo ti obbligano a stare alle regole”. Tra le cose in grado di trasformare lui in una vera iena, invece, qualcosa con cui tutti possiamo empatizzare: “Piccole cose del quotidiano.

Chi in spiaggia occupa il lettino con l’asciugamano, chi ti soffia il parcheggio con l’auto, chi non attraversa sulle strisce”. Nell’elenco, però, anche una cosa parecchio bizzarra: “O quando ti passano davanti mentre sei in fila per il pollo arrosto”. A ogni iena il suo pollo, insomma.