Nicola Zingaretti, Giuseppe Conte, Enrico Letta, Matteo Salvini e Luigi Di Maio

Nell’ottica dell’eterno ritorno nietzschiano, alcune tematiche sono destinate a tornare ciclicamente alla ribalta, soprattutto in ambito politico. Così, torna di nuovo al centro del dibattito la possibilità di abbassare l’età del voto dai 18 ai 16 anni. “Viva i ragazzi che scendono in piazza – tweettava Matteo Salvini venerdì scorso, nel pieno del Fridays for FutureLa Lega vorrebbe dargli anche il diritto di voto a 16 anni“. Non una sparata nel cielo. Anche Enrico Letta, ex presidente del Consiglio, si mostra favorevole in questi termini ad estendere il diritto di voto anche ai minori di 16 anni.

Di oggi le risposte politiche delle forze al governo e c’è il “sì” anche da parte del premier Conte, Di Maio e Zingaretti.

Voto a 16 anni, la generazione dell’hic et nunc

Per far divenire la proposta realtà bisognerebbe passare attraverso una delicata e massiccia riforma costituzionale. Spunto, a giudicare anche dalle parole di Enrico Letta rilasciate a La Repubblica, sarebbero state le numerose prese di posizione dei giovani scesi in piazza in questi mesi attivi e combattivi nella salvaguardia del clima.

Un “effetto Greta” che ha caricato di responsabilità le nuove generazioni che chiedono rispetto, chiedono un futuro e chiedono di avere una voce. “Abbiamo osservato i nostri giovani nelle piazze – rilascia Letta a La RepubblicaLodando i loro slogan e il loro entusiasmo: ora è il momento di prenderli sul serio. Avevo avanzato questa proposta già 2 anni fa: con questa maggioranza ora dico che si può fare“.

Letta, Conte, Di Maio: la riforma convince

Un hic et nunc sul quale è impossibile sorvolare per l’ex presidente del Consiglio che sembra trovarsi in linea con quello attuale.

Anche Giuseppe Conte, innanzi alla proposta, si è voluto esprimere favorevolmente all’estensione del voto a chi ha compiuto 16 anni. “Ci sta. A me va benissimo, in altri ordinamenti già lo fanno“, ha chiosato Giuseppe Conte a Skuola.net. Questa, di fatto, è già una realtà ben conosciuta in Austria, primo Paese europeo ad abbassare l’età per il voto nel 2007. Sconfinando, si vota regolarmente dai 16 anni anche in Argentina e Brasile, Nicaragua, Cuba, Etiopia, Indonesia solo per citarne alcuni.

Di Maio: “Proposta che portiamo avanti da sempre

È indubbio che decidere di portare al voto anche i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni apporterebbe dei vantaggi (o svantaggi) numerici: il numero degli elettori, come fa notare l’Istat, crescerebbe di circa un milione facendo così salire il totale a 50 milioni di aventi diritto al voto in Italia. I giovani di oggi, e in particolare i 16enni italiani di oggi, convincono i politici che sembrano non avere remore sul grado di consapevolezza con il quale i nuovi possibili elettori si avvicinerebbero alle urne.

Favorevole, in questo senso, anche Di Maio seguito a ruota da Zingaretti. “Il voto ai 16enni è una proposta che portiamo avanti da sempre – ha chiosato Di Maio su Facebook – E che sosteniamo con forza“. Sempre Di Maio: “Sono una risorsa preziosa e sono il futuro di un’Italia che si informa, che partecipa e che deve essere valorizzata sempre di più. Se a 16 anni un giovane può lavorare e pagare le tasse, dovrebbe almeno avere il diritto anche di votare e scegliere chi decide della sua vita“.

Zingaretti: “Da sempre favorevole

Una proposta, quella di Letta, che viene dunque ribattuta con un “da sempre”, sebbene quell’atavica convinzione emerga con questo vigore solamente oggi e con pressione tale da lasciar intendere che non si possa indugiare ancora oltre sulla questione.

Sono da sempre favorevole al voto ai 16enni – scrive Zingaretti su Facebook – Bene oggi le parole di Enrico Letta. La passione civile di tante ragazze e tanti ragazzi che incontri tutti i giorni rafforzano questa idea. Ora è tempo!”.

La “controtendenza” di Monti

Non dello stesso avviso invece, quasi “controtendenza” a giudicare dalla riposta positiva arrivata dai principali rappresentati politici, Mario Monti. Anche lui ex presidente del Consiglio, ha più remore ad estendere il voto ai 16enni: “Il nostro è un Paese che gestisce le proprie politiche contro i giovani, ma non sono convinto che dando il voto ai 16enni questo cambierebbe – ha chiosato Monti, ripreso da Skytg24Mi sembra demagogico cavarsela dicendo che dobbiamo mettere i giovani al centro delle politiche quindi bisogna farli votare“.