Pagamento bancomat

Dopo l’approvazione della Nota di aggiornamento del DEF, arrivano nuove indiscrezioni sulle manovre che il Governo avrebbe in programma per incentivare la moneta virtuale. In arrivo un maxi-bonus a inizio anno per chi paga con bancomat.

Gli incentivi al pagamento digitale

La manovra si inserisce nel già ben delineato piano di lotta all’evasione fiscale, che passa per la maggior parte dall’incentivo all’uso di bancomat, carte di credito e pagamenti online. Tutto questo permetterebbe infatti di avere maggiore tracciabilità del denaro, e per stimolarne l’uso il Governo sta varando una serie di azioni.

Inizialmente si è pensato ad un cashback sull’IVA, ossia alla restituzione mensile di una parte dell’importo speso in sede d’acquisti. Importo stabilito attorno al 3%, che tornerebbe sul conto corrente con scadenza mensile. Adesso si sta pensando ad un ulteriore passo: un maxi-bonus “della Befana. Ad confermarlo su Twitter è la sottosegretaria allo Sviluppo economico, Alessia Morani.

Maxi-bonus fino a 475 euro

La dinamica è la stessa: la manovra prevede un cashback per i pagamenti con moneta virtuale, ma molto più consistente. L’idea è di fissare una soglia massima di spesa ed una percentuale di restituzione, da versare sul conto corrente dei cittadini a inizio anno.

Le cifre iniziali parlano di un tetto di 2.500 euro e di un cashback fissato al 19%. Questo significa che chiunque nel corso dell’anno abbia speso più di 2.500 euro utilizzando carte, bancomat o altra forma di pagamento virtuale nei settori in cui si evade di più, potrà ritrovarsi sul conto 475 euro.
Una ricca calza della Befana.

Sconti su pasta, pane e latte

Come cinguettato dalla Morani e confermato anche dal Premier Conte fuori da Palazzo Chigi, sul piatto del DEF c’è anche la riduzione dell’IVA sui beni di prima necessità come pasta, pane e latte.

L’IVA – che è stato confermato non verrà aumentata neanche sui beni di lusso, come il tartufo – passerebbe così dal 4 all’1%. Tra le altre proposte fatte per combattere l’evasione e agevolare le fasce meno abbienti, anche la possibilità per queste di non pagare commissioni sulle carte e i costi di mantenimento del conto corrente.