una ragazza a cavallo

C’è una nuova pagina da scrivere circa il titolare di un maneggio di Caserta indagato con la grave accusa di violenza sessuale pluriaggravata e continuata ai danni di 7 allieve del centro, tutte minorenni. A La Stampa ha rilasciato una lunga intervista una delle ragazze allieve dell’uomo, un 53enne che descrive “orco“, la stessa che ha deciso per prima di rivolgersi al Telefono Azzurro facendo poi scattare la denuncia e l’indagine tuttora in corso.

Caserta, 7 allieve contro il titolare per presunte molestie

Palpeggiamenti, baci forzati, strofinamenti vari con i genitali: tutti dettagli che emergono dalla lunga intervista che una delle ragazze di un maneggio di Caserta ha voluto rilasciare in esclusiva a La Stampa.

Il centro ippico in questione era finito nel vortice dell’indagine lo scorso 30 settembre quando il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva dato l’ok all’arresto del titolare, un uomo di 53 anni ora ai domiciliari, indagandolo per violenza sessuale pluriaggravata e continuata ai danni di alcune delle sue allieve. A far scattare la denuncia nei confronti dell’uomo era stata una delle 7 ragazze minorenni che risulta coinvolta e che stanca di subire le molestie aveva deciso di contattare e raccontare tutto al Telefono Azzurro.

Avevo una paura terribile

Come racconta la ragazza a La Stampa, avrebbe avuto solamente 14 anni quando per la prima volta si scontrò con le molestie del titolare da lei accusato. “Tutti mi dicevano che avrei dovuto risolvere la questione per conto mio e che senza prove non avrei ottenuto nulla“, dichiara la giovane. Poi lo sfogo, dopo anni, con un operatore del Telefono Azzurro e la conseguente denuncia.

Avevo una paura terribile ma non ne potevo più di quelle attenzioni morbose, di quei palpeggiamenti e dell’arroganza di quell’uomo“. Come dichiara la ragazza, non sarebbe stata la sola a subire le molestie del 50enne: “Temevo che le bambine di 9 anni alle quali lui prestava le sue attenzioni facessero una brutta fine“.

Il racconto delle molestie raccontato dalla ragazza continua nei dettagli: “Lui allungava le mani anche sulle piccole, che forse non si rendevano neppure conto – dichiara la ragazza – Tutto questo mi faceva stare male fisicamente“.

E nel discorrere, una dichiarazione che dissotterra una seconda accusa generale e apre le porte alla Procura spronandoli ad indagare anche su presunte terze persone che di quelle molestie avrebbero potuto sapere senza dire nulla: “Era insopportabile anche perché gli altri del maneggio facevano finta di non vedere: l’omertà è terribile. Questo silenzio nello sport va combattuto. C’è troppo egoismo. Siamo chiari: se uno di 60 anni spinge contro il muro una ragazzina di 15 anni e le stampa un bacio indesiderato sulla bocca è violenza”.

Il titolare respinge ogni accusa

Un malessere che ha avuto forti ripercussioni sulla psiche della ragazza e nella sua vita pubblica, nelle relazioni e nell’ambiente scolastico dove nessuno sembra essersi mai accorto di nulla.

Fondamentali in suo supporto le amiche, alcune di queste coinvolte a loro modo nella vicenda. C’è molta diffidenza al momento all’interno del maneggio gestito dal 53enne, assente dalla struttura a tempo indeterminato, favorevole ad esaurire l’indagine a suo carico.

C’è chi, ascoltato da La Stampa, fatica a credere alle accuse che pendono sul titolare del maneggio: “Io lavoro qui da 15 anni e questa è come una secchiata d’acqua gelata addosso“. Intanto filtra dalla Procura che ha ascoltato le 7 allieve che denunciano le molestie da parte del 53enne, che le testimonianze raccolte sinora sarebbero attendibili, tra di loro coerenti e quindi prove contro l’indagato.

Di contro il 53enne, respinge ogni accusa e il suo legale specifica, sempre a La Stampa: “All’origine di queste denunce ci sono fatti che non sono stati appurati che cercheremo di far emergere. Lui non riconosce nulla degli addebiti della Procura che sono mille miglia lontani dalla sua persona e che gli sono arrivati come una valanga addosso“.