polizia

Due fratelli morti in una stanza d’albergo a Firenze, un farmacista indagato per omicidio colposo dopo avergli venduto un medicinale che aveva obbligo di prescrizione medica. È la sintesi del giallo intorno alla fine dei belgi Dries e Robbe De Ceuster, 19 e 27 anni, in vacanza in città con il padre e trovati senza vita proprio da quest’ultimo. L’ipotesi di un mix letale di alcol e droghe si è fatta largo dopo il ritrovamento di bottiglie di birra vuote e 2 confezioni di Oxicodone all’interno della camera. Gli sforzi investigativi si sono addensati sul farmacista 28enne proprio dopo questa scoperta: il potente analgesico oppioide è stato venduto senza la necessaria ricetta e l’indagato ha fornito la sua versione dei fatti.

Parla il farmacista indagato

A suo carico è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, e il farmacista indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte dei due fratelli belgi in una camera dell’hotel “Minerva” di Firenze ha dato la sua versione dei fatti.

Il fuoco delle indagini si è concentrato sulla sua condotta dopo il ritrovamento di un potente farmaco oppioide, l’Oxicodone, nella stanza in cui i giovani Dries e Robbe De Ceuster hanno trovato la morte.

I ragazzi avrebbero acquistato il medicinale – nella quantità di 2 confezioni – senza la ricetta obbligatoria. L’orario fissato nella ricostruzione degli inquirenti è tra le 11 e le 13 di sabato 28 settembre.

L’indagato, secondo il quotidiano La Nazione, avrebbe dichiarato che uno dei fratelli si sarebbe rivolto a lui insistendo su un forte dolore al braccio dovuto a un recente intervento. Gli avrebbe detto che in Belgio “assumeva Oxicodone da 40 mg” e avrebbe “quasi supplicato” il farmacista per ottenere il farmaco.

È questo il filo conduttore del racconto del professionista 28enne ora indagato per omicidio colposo. Il suo legale Dimitri Caciolli, come riporta La Nazione, sottolinea che il suo assistito “è molto provato. Si tratta di una persona mite che sta provando un grande dispiacere per quello che è successo.

Sospeso dal lavoro

Il 28enne è stato sospeso dalla farmacia in cui prestava servizio, provvedimento adottato dal titolare a margine dell’apertura del fascicolo d’indagine a suo carico.

Sempre La Nazione riporta altri stralci delle dichiarazioni rese agli inquirenti dal farmacista: “Ho continuato a dire che quel farmaco non era dispensabile senza ricetta medica, anche perché doveva essere assunto con modalità particolari, come ad esempio la non contemporanea assunzione di alcol“.

L’indagato avrebbe creduto al racconto del cliente che lamentava un forte dolore al braccio perché avrebbe notato una scarsa mobilità dell’arto: “Dopo questo colloquio, mi ha convinto e gli ho venduto due scatole di Oxycodin“.

Intanto si attende l’autopsia e quanto emergerà dagli esami tossicologici disposti, che potranno stabilire l’eventuale assunzione di stupefacenti. La difesa del farmacista ha chiesto che l’esame autoptico venga svolto con la formula dell’incidente probatorio, e aspetta la decisione del gip.