elisa pomarelli

Durante un sopralluogo in un capanno in mezzo ai boschi dove Massimo Sebastiani si era dato alla fuga, a Costa di Sariano, in provincia di Piacenza, sono stati trovati gli indumenti bruciati di Elisa Pomarelli.

Gli indumenti di Elisa Pomarelli

Stando a quanto rivela Ansa, gli agenti hanno trovato all’interno del capanno appartiene a Silvio Perazzi, noto per essere l’ex suocero di Sebastiani nonché indagato per favoreggiamento nei suoi confronti, gli indumenti di Elisa: pantaloni, calze e scarpe sono stati sequestrati e poi inviati ai Ris di Parma per gli accertamenti tecnici.

Gli agenti impegnati nel sopralluogo hanno anche trovato una coperta, un sacco nero, un giubbotto, un asciugamano e una calza. Il fatto che gli indumenti di Elisa siano bruciati però non suona nuovo, il 45enne aveva già rivelato al gip durante l’interrogatorio di aver dato fuoco ai vestiti di Elisa.

Una radio per rimanere aggiornato durante la fuga

Nella soffitta di Perazzi, secondo le rivelazioni de La Libertà, i carabinieri hanno trovato la radio con cui Sebastiani ascoltava le informazioni locali che gli avrebbero permesso di restare latitante per più di 10 giorni.

Sembra che proprio da quella mansarda, Sebastiani avesse tenuto sott’occhio il cadavere di Elisa che aveva anche vegliato dopo l’omicidio.

Intanto la famiglia di Elisa sta ancora aspettando il corpo della 28enne, sono infatti ancora in corso gli esami autoptici.

Roberta Bruzzone è consulente di parte nominata dall’avvocato Mauro Pontini, legale del 45enne, e, come riportato dal servizio da La Libertà, ha riferito le sue impressioni sull’indagato dopo l’incontro in carcere. “Sebastiani è una persona molto provata, che con fatica sta facendo i conti con tutto quello che è successo“.

E ancora: “Nei 2 anni precedenti all’evento, si è manifestata una progressiva crisi gravissima di natura depressiva che ha lasciato ampi riscontri nella vita; aspetto che non è stato in grado di elaborare e di riconoscere e purtroppo nessuno di quelli intorno a lui sono riusciti a riconoscere nella giusta prospettiva“.